Non manca dove suonare basta fare cover
Nei luoghi dove si fanno concerti e la musica aggrega: la Comunità giovanile
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In provincia si fa fatica a suonare, a meno che non sei una Cover band, un gruppo che riproduce pezzi celebri e famosi, quelli che tirano e riempono il locale. Un bar e una sala concerti, un tessera annuale e spettacoli musicali gratis. In questo modo funziona la Comunità giovanile di Busto Arsizio. Quella per internderci con la nomea di centro sociale di destra. Una volta era la sede degli Ultras della Pro Patria, la squadra di calcio della città. « E allora veniamo confusi, ma noi siamo apolitici» spiega Giuseppe Morazzoni, il responsabile dell’organizzazione musicale del centro di aggregazione di via Carpi. E non mancano gli anedotti a questo proposito: giovani che non vogliono fare la tessera annuale per paura di finire su una fantomatica lista nera. Ci ride sopra Giuseppe Morazzoni, musicista da otto anni, che alla Comunità giovanile si occupa di organizzare i concerti, stabilire i rapporti con le band che vi suoneranno. E i concerti non sono neanche pochi: due serate alla settimana in cui si esibiscono un gruppo principale e uno di supporto. E poi si organizzano le maratone musicali, lunghi spettacoli in cui si alternano sul palco anche sei gruppi. Si suona un genere in particolare? «Principalmente rock, in tutte le sue sfumature, con gruppi locali, ma anche provenienti da tutta Italia» dice Morazzoni. È lui a spiegare qual è il principale problema della scena musicale della provincia. «Non mancano i posti dove suonare, fra pub e club, ma l’obiettivo delle serate è attirare molta gente, la Comunità giovanile non ha questo problema, perché è un’associazione senza scopo di lucro». E allora è possibile sperimentare, che vuole dire fare suonare anche gruppi poco conosciuti e con un seguito magari meno affollato. «Nel momento in cui un gruppo spedisce un demo merita già di suonare». La selezione c’è, ma si fa con altri criteri. Così la musica diventa veicolo di aggregazione. Sono in molti a frequentare la Comunità giovanile, soprattutto giovani di età compresa fra i sedici e trent’anni. E problemi di decibel? «Li abbiamo avuti in passato, quando abbiamo dovuto anche chiudere, ora stiamo molto attenti». |
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