Candiani: “È solo polemica e demagogia”
L'assessore alla cultura e all'istruzione, risponde alle dichiarazioni dei democratici di sinistra sul fatto che non fosse stato indetto il lutto cittadino per la tragedia che ha recentemente colpito la città
Il comunicato dei Democratici di sinistra di Tradate ha suscitato parecchie reazioni nell’ambito dell’amministrazione comunale. Per tutti ha risposto l’assessore alla cultura Stefano Candiani: "Provo disagio perchè non è con le polemiche che si da conforto al dolore di questa famiglia. Provo fastidio perchè non è giusto che qualcuno si permetta di di usare questa disgrazia per fare polemiche e solo polemiche. È facile sbandierare dolore e commozione con enfasi e proclami di piazza in circostanze come questa; anzi, è molto facile e comodo, soprattutto per chi rappresenta delle istituzioni".
Per la scelta di non proclamare il lutto cittadino per la morte di Patrizia Duregon e della figlia Giulia Volontè, Candiani prosegue spiegando che "abbiamo scelto la discrezione e il silenzio. Abbiamo scelto di partecipare ai funerali mescolandoci tra la gente. Abbiamo scelto di vivere con silenzio un terribile fatto che, certo, ha scosso tutta la nostra comunità, ma che è soprattutto dolore per i famigliari di Patrizia e Giulia".
"In questa circostanza – prosegue l’assessore – nessuno deve essere richiamato alle proprie responsabilità istituzionali, come avvenne per il lutto della famiglia Varcalli, causato da un fatto nato dalla delinquenza. Abbiamo vissuto in questi giorni un tragedia nata all’interno di una famiglia e che ha distrutto una famiglia. Per questo bisogna rispettare, senza proclami, il dolore dei famigliari, e per questo nessuno può alzare la voce all’infuori dei famigliari. Per questo avevo detto e continuo a ritenere più giusto e rispettoso partecipare al loro dolore con discrezione e silenzio. E ancora per questo spero che il buon gusto ed il buon senso facciano capire a chiunque ne avesse ancora l’intenzione che non è una bella cosa approfittare di queste disgrazie per fare polemica e demagogia".
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