“Perchè non fate chiarezza con un incontro pubblico?”
Il problema della soppressione della classe prima sembrava essersi chiuso con l’inizio dell’anno scolastico, ma il Comitato Unitario Genitori ha messo in giro in questi giorni un volantino pieno di punti irrisolti
| L’anno scolastico è ormai iniziato. La scuola elementare Verga ha chiuso le iscrizioni alla classe prima e da quest’anno nel plesso vi sono solo classi dalla seconda in su. Le iscrizioni a questa scuola sono state dirottate alla Dante, l’altra scuola abbiatese. Attualmente in città ci sono 6 classi prime: 3 alla scuola Casare Battisti a Tradate, 2 alla scuola Dante di Abbiate e 1 alla scuola Rosmini delle Ceppine.
Dopo il ricorso al Tar vinto dai genitori degli alunni della scuola Verga e la conseguente decisione dell’amministrazione comunale di fondere le due scuole abbiatesi, sembrava che tutto fosse terminato: i genitori avevano pure rinunciato a ricorrere al Tar una seconda volta. Proprio in questi giorni, invece, gli stessi genitori hanno messo in circolazione un volantino nel quale riassumono la questione e chiedono risposte al comune. Molte le domande contenute nel volantino: “Perché l’amministrazione comunale ha deliberato con tanta urgenza, senza averne l’autorità, la chiusura della scuola elementare Verga, pur avendo sempre sostenuto che non era suo interesse chiuderla? Chi trae vantaggio da questa scelta scriteriata? Non certo le altre scuole elementari, che dovranno ospitare molti più bambini nelle stesse aule, negli stessi laboratori, nelle stesse palestre, nelle stesse mense, negli stessi bagni. Non certo la viabilità, già incredibilmente congestionata in prossimità dei cosiddetti “plessi storici”. Dopo le prime domande alle quali i genitori sembra non trovino risposta, nel volantino ne sono contenute altre, alcune che non celano neppure una certa vena politica: “È solo lo strano effetto di una maldestra politica scolastica? Si è forse trattato di una dimostrazione di forza? E il ricorso dei genitori al TAR? E il futuro incremento degli iscritti? E lo sviluppo urbanistico della zona? Si nasconde qualche segreto dietro questa decisione? A cosa sarà destinato lo stabile di via Oslavia? A chi sono stati promessi quei locali? Quale è il vero progetto? E le insistenti maligne voci sulla scuola padana? Perché il sindaco e l’assessore alla cultura non lo spiegano alla cittadinanza in un incontro pubblico?”
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