Festa del sacrificio, rito senza intoppi tra le polemiche
Le forze di polizia garantiscono lo svolgimento del rito nei due macelli della provincia, a Besano e Solbiate Arno.
Si è svolta senza problemi la macellazione islamica, legata alla Festa del Sacrificio, nelle due strutture della provincia abilitate a questo rito: Solbiate Arno e Besano.
Nella struttura di Solbiate la sorveglianaza, sia quella interna che esterna, è imponente. Da un lato i cittadini islamici si sono autorganizzati con un severo servizio d’ordine interno, dall’altro le forze dell’ordine controllano che tutto proceda correttamente. Imponente lo schieramento: Polizia locale, Carabinieri, e uomini della Digos.
Giornalisti e curiosi vengono bloccati al cancello, ad una cinquantina di metri dal capannone dove vengono sgozzati gli animali. Possono entrare solo forze dell’ordine, medici dell’Asl ed il sindaco di Solbiate Arno, Marco Riganti. Gli stessi cittadini islamici aspettano fuori il loro turno, entrano solo tre per volta. A turno recuperano il loro montone dietro il macello e lo portano dentro, per compiere il rito religioso in tuti i suoi particolari. Unica eccezione al cerimoniale ottenuta dalle autorità italiane, i bambini attendono fuori e non assistono alla violenta uccisione.
A protestare fuori dal macello "Conti" di via Oggiona c’è solo un capannello di militanti leghisti (foto sopra), che a dirla tutta sembrano avercela più col sindaco che con gli arabi. «Il macello del signor Giuliano Conti, secondo la documentazione della Camera di commercio di Varese, ha cessato l’attività nel 2004 – attacca il capogruppo in Consiglio comunale Maurizio Fozzatto – mancano dunque i requisiti legali ed igienico-sanitari per permettere questo rito».
Il primo cittadino (foto a sinistra) tuttavia non si scompone e, dopo aver smentito che il macello in questione abbia chiuso l’attività, replica così ai leghisti: «C’è un’autorizzazione della Questura che permette la macellazione, sono presenti medici della Asl e della Digos che controllano il corretto svolgimento del rito. Anche io personalmente sono contrario a questa usanza, ma purtroppo il Comune non ha poteri decisionali e dobbiamo rispettare le disposizioni che arrivasno dall’alto».
Atmosfera di vera festa, invece, al macello privato di Besano
durante tutta la mattinata di oggi. Un flusso continuo di auto e furgoni ha raggiunto la struttura adibita alla macellazione dei montoni per la festa musulmana del Sacrificio. Facce distese e sorridenti hanno accolto senza imbarazzo anche i fotografi che si attendevano, invece, ore di tensione per l’annunciata presenza di gruppi autonomi di animalisti che invece hanno disertato. Solo qualche singolo, nelle prime ore del mattino, ha fatto capolino nei dintorni del macello comunale di Luino (nella foto qui sopra) disertato appositamente dalle famiglie musulmane che hanno scelto le altre strutture presenti in provincia.
Circa sessantacinque i montoni macellati secondo il rito Halal tra le 8 del mattino e il primo pomeriggio in una giornata particolarmente fredda nonostante il bel sole (nella foto a sinistra, il macello di Besano). Ogni capo-famiglia ha preso in consegna il suo capo sotto l’occhio vigile dei veterinari dell’Asl e di Digos e Carabinieri in borghese senza nessun problema. Gli unici attimi di tensione si sono avuti attorno alle 12,30 quando un cameraman free-lance si è avvicinato troppo alla stanza della macellazione immediatamente respinto dai proprietari che avevano chiesto espressamente di non fare riprese troppo ravvicinate. Se l’è cavata invece con una leggera ferita al labbro, a causa delle maniere troppo brusche del proprietario, un fotografo del quotidiano La Provincia allontanato come tutti gli altri operatori dalla struttura privata.
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