Un Primo agosto senza fuochi: la festa nazionale svizzera a un passo dal confine varesino

La siccità ha imposto in Ticino il divieto assoluto di falò e pirotecnica. Restano i discorsi, le bande e, con deroga, lo spettacolo sul lago di Lugano. Un'occasione per rileggere una ricorrenza che ci riguarda da vicino: dalla provincia di Varese ogni giorno partono quasi 32mila frontalieri

Generico 27 Jul 2026

Il 1° agosto è l’unica festa davvero nazionale della Svizzera: tutte le altre ricorrenze del calendario elvetico sono cantonali, e il Ticino, con quindici giorni festivi ufficiali, ha il calendario più ricco della Confederazione. Quest’anno però il “natale della patria” arriva nel mezzo di un’estate siccitosa, e la festa cambia forma.

Dal 6 luglio in Ticino è in vigore il divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto. Alla vigilia della ricorrenza la Sezione forestale del Dipartimento del territorio ha diramato un comunicato che non lascia margini: sono vietati tutti i fuochi pirotecnici, i petardi e i falò, sia da parte dei privati cittadini sia nell’ambito delle manifestazioni organizzate dalle autorità locali. Eventuali autorizzazioni eccezionali possono essere rilasciate soltanto dai Municipi, con il consenso della Sezione forestale e sotto la loro piena responsabilità.

La prima conseguenza si è vista a Bellinzona, dove il Municipio ha annullato lo spettacolo pirotecnico previsto nell’ambito dei festeggiamenti: la posizione della zona di sparo, il sedime del Castello di Montebello, e il ritorno della canicola non hanno permesso alcuna deroga.

Dove si festeggia (e cosa resta in programma)

Per chi dalla provincia di Varese pensa di attraversare il confine, ecco il quadro degli appuntamenti principali. Un avvertimento vale per tutti: i programmi che prevedono falò o pirotecnica possono subire modifiche fino all’ultimo momento, meglio verificare sui siti dei singoli Comuni.

Lugano è la piazza più strutturata: la giornata comincia all’alba con il risveglio dei tamburini e prosegue con i momenti ufficiali fino allo spettacolo serale. Lo spettacolo pirotecnico sul lago è confermato grazie a una deroga cantonale: il rischio d’incendio sull’acqua è considerato più contenuto e controllabile rispetto a quello in quota o nei boschi.

Ascona conferma il lungolago come punto di riferimento del Locarnese: animazione a partire dalle 19, primo spettacolo delle fontane danzanti alle 21.45 e secondo appuntamento, in versione rock, alle 23.

Mendrisio ospita in giornata la consigliera federale Karin Keller-Sutter, attesa nel Mendrisiotto dopo una prima tappa mattutina in Turgovia: un dettaglio non secondario, visto che la titolare delle Finanze è la controparte del ministro Giorgetti nel negoziato aperto sui ristorni e sulla tassa della salute.

Morbio Inferiore propone la formula classica e mattutina: alle 11 sul piazzale del Municipio saluto delle autorità, esecuzione del Salmo Svizzero e aperitivo offerto.

Riva San Vitale si ritrova al Golfo dalle 18 con la cena organizzata dal Comune, il concerto della Filarmonica e il dj set. Ronco sopra Ascona organizza la serata in Piazza del Semitori con musica popolare, griglia e discorso ufficiale.

Da ricordare, sul fronte pratico: il 1° agosto è giorno festivo a tutti gli effetti, i negozi in Ticino sono chiusi e chi conta di abbinare la festa allo shopping oltre confine rimarrà a mani vuote.

Perché proprio il 1° agosto

La data del 1° agosto è molto più recente della Confederazione stessa: fu il Consiglio federale, nel 1891, a lanciare l’idea di celebrare il 600º anniversario dell’Elvezia, e la festa venne istituita ufficialmente solo nel 1899. Il riferimento è il Patto federale del 1291, il documento che menziona Uri, Svitto e Untervaldo e che è tutt’altro che una costituzione moderna: un mosaico di norme di diritto pubblico, penale e civile, con al centro l’autonomia della giustizia — i cantoni primitivi non volevano giudici stranieri.

L’operazione, all’epoca, generò confusione e polemiche: la data considerata fondativa era l’8 novembre 1307, quella che secondo lo storico Aegidius Tschudi segnava il giuramento del Grütli. Gli abitanti di Uri furono i più ostinati: quattro anni dopo la prima festa nazionale incisero ancora “1307” sul monumento a Guglielmo Tell ad Altdorf e nel 1907 celebrarono un secondo giubileo. Solo nel 1993, con un’iniziativa approvata dall’83,8% dei votanti, il 1° agosto è diventato un giorno festivo a tutti gli effetti.

I numeri di un legame quotidiano

Per la provincia di Varese la festa nazionale svizzera non è un fatto esotico. Dal territorio provinciale partono ogni giorno circa 31.900 lavoratori frontalieri, di cui 31.400 diretti in Canton Ticino. Nel complesso i frontalieri italiani attivi nel cantone sfiorano quota 78.000, e nella fascia di confine dei venti chilometri se ne contavano circa 75.000 già nel 2024, per il 90% residenti in Lombardia e in larghissima parte nelle province di Varese e Como.

È lo stesso meccanismo che genera i ristorni, la quota delle imposte alla fonte restituita ai Comuni italiani di confine, oggi al centro della vertenza aperta dal Consiglio di Stato ticinese, che a fine giugno ha trattenuto in via cautelativa il 46% della somma spettante alla Lombardia, pari a 50,2 milioni di franchi.

Una festa nazionale, insomma, che si guarda da qui con occhi tutt’altro che distratti.

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Tomaso Bassani
tomaso.bassani@varesenews.it

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Pubblicato il 01 Agosto 2026
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