Tagli allo sport, un autogol di Tremonti
Nel maxiemendamento in votazione al Senato il ministro ha previsto tagli per oltre 500 milioni ad Olimpiadi e Credito Sportivo. Il presidente del Coni di Varese Origlio: «Restiamo cauti nei giudizi»
Un uno-due da vero boxeur. È quello che il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha assestato ai danni dello sport italiano. Nei provvedimenti contenuti nel documento presentato ieri sera, 14 dicembre, in Senato, prima sono spariti 64 milioni di euro destinati a Torino 2006, parte dei quali riservati alla Paralimpiade, poi sono stati tolti al Credito Sportivo 450 milioni di euro. I soldi sono stati "girati" al ministero dell’Economia, che ha bisogno proprio di 450 milioni di euro da versare al Coni per il 2006, finanziamento annuale stabilito da una legge dello Stato. Cifre da capogiro e fondi che rischiano non solo di paralizzare l’andamento delle attività sportive italiane, ma anche di limitare la portata di un evento internazionale che dovrebbe dare lustro all’intera nazione. Il Credito Sportivo, infatti, è l’istituto bancario che si autofinanzia con un prelievo percentuale sugli introiti delle schedine, fondi dello sport italiano con la precisa finalità di finanziare l’impiantistica sportiva. Una sorta di banca dello sport dei meno abbienti, che a partire dalla base permette di sviluppare l’attività sportiva di tantissime persone.
La metà dei fondi di questo istituto, in tutto 1.100 milioni di euro, se, come sembra, passerà il maxiemendamento alla legge finanziaria, verranno sottratti, in fliggendo un altro duro colpo al mondo dello sport minore. Rischia di farne le spese anche la più grande manifestazione sportiva organizzata dall’Italia negli ultimi anni, le Olimpiadi di Torino 2006. Un colpo che non ci voleva, un autogol all’ultimo minuto.
Preferisce la linea della massima cautela il presidente provinciale del Coni, Fausto Origlio. «Quello proposto da Tremonti è per ora un emendamento: se passerà in questa forma valuteremo punto per punto quello che sarà accaduto. Certo, ogni possibilità tolta al Coni o al mondo dello sport è un fattore negativo. Però credo che sia sbagliato fare dell’allarmismo come è accaduto per qualche giornale e questo vale sia per il Credito Sportivo, sia per i tagli a Torino 2006 e in particolare alle Paralimpiadi. Gli equilibri finanziari per i Giochi sono stati raggiunti solo al termine di lunghe trattative: non so quanto il Governo possa alterarli a soli cinquanta giorni dall’inizio delle Olimpiadi. Ripeto: attendiamo le decisioni definitive, poi commenteremo».
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