Finanziamenti dal Pirellone per le Società di Mutuo Soccorso
Approvato un emendamento al Bilancio proposto dal Presidente Fontana
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"L’appuntamento del Consiglio regionale con il Bilancio di previsione e la manovra finanziaria regionale è un momento privilegiato di verifica sull’attuazione dei programmi e dei progetti della Regione. Tra gli impegni concretizzatisi ieri segnalo il finanziamento della legge sulle Società di Mutuo Soccorso, così come avevamo chiesto in una mozione approvata in Consiglio e in un emendamento al Bilancio". Il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Attilio Fontana, sottolinea l’importante risultato ottenuto: la legge sulle SOMS, risalente al ’94, da tempo non era più finanziata. Dall’anno prossimo potrà contare su 150 mila euro di somme disponibili per progetti destinati al rilancio delle Società. In particolare, come prevede l’emendamento al Bilancio presentato proprio dal Presidente Fontana, "i fondi serviranno per la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria di immobili, per interventi di conservazione e restauro del materiale storico documentario e per gli arredi". "Quella di rifinanziare la diffusa rete delle SOMS – commenta il Presidente del Consiglio regionale Attilio Fontana- era un atto dovuto da parte del parlamento della Lombardia. Le Società di Mutuo Soccorso hanno modificato negli anni i propri scopi e le proprie attività. E molti di questi enti oggi svolgono compiti di amministrazione di beni, opere di solidarietà e in genere attività a beneficio della collettività. Si tratta ora di dare nuovo impulso alla materia, proprio in considerazione della lunga e positiva storia di questi enti e delle loro potenzialità in riferimento alle attività che possono ancora realizzare e promuovere nel campo sociale". Le società di mutuo soccorso nacquero alla fine del ‘700 come associazioni volontarie con lo scopo di migliorare le condizioni materiali e morali delle classi lavoratrici, avendo tra gli obiettivi principali il mutualismo in caso di infermità, la previdenza e l’istruzione dei ceti popolari. "Larghi strati sociali, persone che facevano riferimento a prospettive ideali anche diverse tra loro – evidenzia Fontana- davano vita a queste società per promuovere servizi che l’ente pubblico non garantiva o assicurava in parte. Si ponevano così le basi per l’applicazione del principio di sussidiarietà, un principio tornato d’attualità di questi tempi proprio perchè, dopo tanti anni di presenza e di invadenza statale, si sente il bisogno e la necessità che la società torni ad essere protagonista. Sono temi che la Regione Lombardia ha a cuore, che investono in modo sostanziale i suoi programmi ispirati dai due capisaldi del federalismo e appunto della sussidiarietà". |
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