Barriere architettoniche alla biglietteria di Malpensa
I delegati sindacali chiedono un nuovo banco per facilitare l'accesso ai disabili
Anche fare un biglietto aereo può essere un guaio per chi viaggia su una carrozzella. Non sono solamente in città le barriere architettoniche, ma anche a Malpensa. I delegati sindacali di Cgil-Cisl-Uil della biglietteria hanno chiesto all’azienda di realizzare uno sportello che favorisca l’acceso ai portatori di handicap. «Ora non è possibile offrire un servizio dignitoso – racconta Monica Tagnocchetti della Cgil – perché l’operatore deve alzarsi in piedi e salire sul tavolo per poter porgere il biglietto ai clienti».
La Sea offre già un servizio ai disabili, grazie alla sala Amica, uno spazio dedicato ai portatori di handicap, con banchi di check-in a dimensioni ridotte e la possibilità di usufruire di accompagnatori fino sotto bordo.
Ma non tutti sanno dell’esistenza del servizio o hanno la possibilità di utilizzarlo. Per questo, i sindacalisti chiedono che l’azienda faccia un piccolo forzo, e completi la sua offerta attrezzando uno dei terminali. Basterebbe abbassare il davanzale e il gioco sarebbe fatto.
«Prima ci hanno risposto che avrebbero chiesto all’Enac le autorizzazioni – spiega la delegata – ma la richiesta non ci risulta sia stata fatta. Nell’ultimo incontro con i nostri responsabili ci hanno fatto capire che non c’è la volontà di realizzare la struttura».
La richiesta a favore dei disabili, si inserisce in un quadro più ampio di proposte che il sindacato sta portando avanti in quel delicato settore. I lavoratori registrano infatti disagi per l’utenza, a causa del complesso sistema di chiamata dei passeggeri, il cosiddetto "elimina code". Il display seleziona il cliente da servire non in base al numero progressivo, come nei supermercati, ma con una scelta di priorità, che però manda in confusione sia gli addetti che gli utenti.
A questo si aggiunge un personale di 45 unità, quando, secondo i delegati, il numero necessario sarebbe di 65. Effetti della competizione e della necessità di comprimere i costi per stare sul mercato.
In questo modo, però, dicono i delegati dei lavoratori, fare un biglietto, si trasforma, ogni giorno, in una piccola lite tra operatori e utenti.
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