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Rischia di diventare come il processo Previti la commissione aeroportuale di Malpensa. Lungaggini e continui rinvii ne stanno allontanando la conclusione. E i comuni aeroportuali sospettano che non tutti stiano collaborando. La commissione infatti deve produrre un documento a dir poco fondamentale per quei territori: la mappa del rumore, da cui partire per ridisegnare le rotte. Non si fa fatica a capire che si tratta di materia molto delicata, sia per le compagnie aeree che per le amministrazioni della zona. Dopo l’appello di una settimana fa di alcuni comuni – i lavori vanno accelerati – la situazione è nella più completa stasi. O almeno è questo il sentimento che provano alcuni primi cittadini della zona. Annamaria Aspesi, sindaco di Casorate Sempione, è molto franca: "Siamo sfiduciati". L’appello era diretto al presidente della commissione, il direttore di aeroporto, Francesco Federico. Nessuna risposta. I ritardi sono dovuti ai diversi interessi contrapposti: "Le compagnie aeree, ad esempio – spiega il sindaco – tardano a fornirci i dati dei velivoli, necessari per calcolare il loro impatto sonoro sul territorio". Casorate e Arsago Seprio, due paesi raramente nelle cronache, vivono una situazione particolare. Solo a Casorate ci sono due rotte: la 358, che passa sul paese per infilarsi poi tra Somma e Arsago, e la 040, che dalla zona del cimitero procede verso Moriggia, quartiere a est di Gallarate. Contro queste due rotte gli amministratori si sono pronunciati più volte. "Siamo a un livello di Lva di 63,2 – dice la Aspesi – quando il limite per la residenza è di 65". Per questo si attende al più preso una mappa dettagliata del rombo degli aeroplani. Ma una paese come Castrate attende anche altre risposte da Malpensa: oltre al rumore sta ricavando una somma di incertezze. La revisione del Prg, appena inziata, dipende infatti da quali rotte passeranno sul paese. Così anche il futuro di un albergo cinque stelle su cui la giunta si è spaccata ma che a tutt’oggi, nonostante un atto di indirizzo che ne autorizza la costruzione, seppur ridimensionata rispetto al progetto originario, è avvolto nel buio più totale, per le indecisioni della committenza. Malpensa fa gola, il lavoro c’è. Ma l’indotto non c’è. Piuttosto, per ora, effetti collaterali. Tutto dipende da cosa farà Alitalia. Se l’aeroporto rimarrà un hub, e se ci sarà un po’ di chiarezza anche sulle rotte, le cose cambieranno.
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