«Quel campo da calcetto ci ha rovinato la vita»
Ventitre famiglie hanno già scritto all'Arpa, all'Asl, ai carabinieri e all'Amministrazione. E accusano: «Il sindaco non ci risponde»
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«Qui non possiamo più vivere, questo calcetto è insopportabile: urla, bestemmie, parolacce, eco del pallone. E il sindaco non fa nulla per cercare di migliorare la situazione». Paola Guidi Krugmann fa parte di una delle 23 famiglie della zona Monticello di Venegono Superiore che da mesi sono in lotta per difendere la tranquillità del posto in cui hanno scelto di vivere. «Tutto è iniziato due anni fa quando i gestori del Tennis Club Monticello hanno deciso di trasformare un campo da tennis in campo da calcetto – spiega la donna -. Da allora la zona è diventata invivibile». Il gruppo di famiglie si è già rivolto a numerosi enti: all’amministrazione comunale, ai carabinieri, all’Arpa e all’Asl. Ma l’Arpa ha risposto che i rumori «sono troppo variabili nel tempo, quindi non misurabili» e che il tutto «sarebbe di competenza dell’amministrazione comunale». L’Asl di Varese ha effettuato dei controlli nei mesi scorsi per le questioni sanitarie, controlli che sono culminati con una multa di mille euro per questioni sanitarie. «L’amministrazione si è negata per mesi – prosegue la Guidi -, poi siamo stati ricevuti poco prima dell’estate. In quell’incontro ci era stato assicurato che la situazione sarebbe cambiata. Per dieci giorni è andata un po’ meglio, ma poi è tornato tutto come prima». «Abbiamo passato l’estate barricati in casa con i condizionatori perché era impossibile tenere le finestre aperte – spiega ancora la donna -. I rumori andavano avanti fino a tardi, non solo con le partite, ma anche con le urla provenienti dagli spogliatoi che sono situati proprio in mezzo ai nostri due palazzi». Infatti, mentre il campo da calcetto è situato a una decina di metri dai due palazzi, gli spogliatoi sono proprio in mezzo alle due case, a pochi metri dalle abitazioni. «Abbiamo scritto una seconda raccomandata al sindaco lo scorso 20 settembre, ma non abbiamo avuto alcuna risposta – conclude decisa la donna -. Abbiamo anche chiesto un altro incontro, ma il sindaco si è sempre negato. Molti di noi hanno anche pensato di cambiare casa, ma con questo fracasso le nostre abitazioni vengono notevolmente svalutate. Adesso stiamo valutando la possibilità di prendere una posizione ufficiale». Non si esclude infatti che nei prossimi giorni i residenti della zona sporgano denuncia alle autorità competenti per problemi di ordine pubblico. |
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