Magnano «Fernandez e Howell insieme, la mossa vincente»
Il coach di Varese ha concesso due giorni di riposo ai suoi. Ramagli: «Non si vince con 3/23 da tre punti»
Sempre più felice, Ruben Magnano. Ormai le conferenze stampa dopo le partite casalinghe assomigliano sempre più a una festa. Quattro vittorie su quattro, il fattore campo non dà segni di cedimento e "l’Entrenador" è sempre più su di giri: «Sembrate giornalisti di pallavolo» esordisce scherzoso rivolto ai cronisti avari di domande.
Ride e scherza, Magnano, ma l’analisi del match non ne risente: precisa e puntuale come sempre. Secondo l’allenatore argentino la chiave della vittoria, ça va sans dire, è stata la difesa. I soli venticinque punti concessi nel secondo tempo hanno tenuto Biella sotto i 70 finali, quanto basta per vincere. «Abbiamo trovato delle buone rotazioni sui lunghi – afferma Magnano – con Fenandez a difendere sul loro centro ed Howell a marcare l’ala forte, ci siamo ripresi il controllo dell’area». Controllo dell’area e del match, come predica Ruben: «Dobbiamo essere noi ad imporre il ritmo della partita, dobbiamo essere in grado di imporre i nostri tempi alla gara. Nel primo tempo invece abbiamo subito troppo le accelerazioni di Biella».
Per i biancorossi si prevede ora un piccolo stop, dopo un’inizio stagione dai ritmi massacranti. De Pol e compagni torneranno al lavoro martedì, in prospettiva Napoli. «Un po’ di riposo ci vuole, siamo uomini» sorride Magnano. Decisamente, quest’anno è tutta un altra musica rispetto alla stagione passata.
L’Angelico Biella invece se ne va da Masnago con l’amaro in bocca. Avanti anche di 7 punti nel primo tempo, non è riuscita a tramortire Varese quando vacillava pericolosamente. «Nel secondo tempo abbiamo smesso di correre – afferma coach Alessandro Ramagli (foto) – una cosa che non possiamo permetterci, soprattutto visto le nostre pessime percentuali nel tiro da fuori». Già, quel 3/23 da tre punti che grida vendetta. «E’ inutile vincere la sfida a rimbalzo ed avere altre buone statistiche dal campo se poi si tira così da fuori, nel basket moderno il tiro dall’arco è fondamentale». I piemontesi se ne vanno così con la spiacevole sensazione di aver lasciato per strada qualcosa che, con un pizzico di esperienza in più, avrebbero potuto portare a casa. «Un altro dato che ci deve far riflettere – continua Ramagli – è il saldo palle perse palle recuperate, decisamente negativo. Siamo una squadra giovane e dobbiamo crescere, ma certi errori nelle fasi decisive del match non dobbiamo comunque commetterli».
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