La hostess aveva 9 chili di eroina nel bagaglio
I finanzieri di Malpensa hanno a che fare spesso con i corrieri della droga che viaggiano in aereo. Il caso di martedì 23 settembre, però, si è rivelato decisamente particolare
Se c’è chi pensa che piloti e hostess sfuggano ai normali controlli in aeroporto, dovrà ricredersi: oltre a corrieri della droga disperati che lo fanno per fame, oltre ai turisti che tornano da Santo Domingo provando a entrare nel giro dello spaccio, capita anche di vedere hostess che viaggiano con chili di eroina nel bagaglio. È il caso della assistente di bordo trentenne, R.A., arrestata ieri, martedì 23 settembre, dagli uomini della Guardia di Finanza di Malpensa, comandati dal tenente colonnello Giuseppe Bua. Come sempre in questi casi, fondamentale è il lavoro di intelligence fatto prima dell’arrivo del volo: l’analisi dei passeggeri e il profiling consente di individuare anticipatamente i sospetti.
All’arrivo del volo partito da Lahore (Pakistan) e destinato a Parigi, i militari hanno concentrato l’attenzione sull’equipaggio «sulla base dell’attività informativa svolta precedentemente», spiega il comandante Giuseppe Bua, e hanno subito notato il nervosismo di una elegante hostess pakistana, che all’ultimo ha anche tentato disperatamente di disfarsi di quella che di lì a poco si sarebbe rivelata eroina di ottima qualità, provando a scambiare i propri effetti personali con quelli di una collega; il movimento insolito, tuttavia, non è passato inosservato ai finanzieri che, dopo un attento controllo, hanno accertato che i bagagli ritirati dalla hostess (borse che riportavano i dati di altra persona, assolutamente estranea al reato) risultavano di proprietà della donna. All’interno del trolley e della borsa, abilmente nascosti in doppifondi, sono stati trovati ben 8,7 chilogrammi di eroina pura. La donna è stata arrestata, ora è nel carcere femminile di Monza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Un bel risultato per i militari della Guardia di Finanza, che ogni anno sequestrano centinaia di chili di cocaina (il business che va per la maggiore) ma anche di eroina, hascisc e marijuana. Un risultato reso possibile soprattutto dal lavoro di intelligence per "pescare" i sospettati in mezzo a centinaia di passeggeri in arrivo.
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