Estorsione ad un extracomunitario, arrestati quattro italiani
La vicenda a Lonate Pozzolo, vittima un immigrato regolare che lavora in un bar
Tra mercoledì 22 e giovedì 23 giugno i Carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio hanno stroncato una banda di estorsori arrestando quattro persone. Mario Filippelli, 32 anni, pluripregiudicato sotto sorveglianza speciale, era il capo della gang; arrestati insieme a lui suo fratello Pietro Filippelli, 43 anni, il nipote diciannovenne Giuseppe Silvestri e Morris Di Giulio, 24 anni. I quattro sono accusati di estorsione per aver cercato di farsi consegnare dapprima del denaro (5000 euro), quindi, in sostituzione, l’automobile di un lavoratore extracomunitario regolare impiegato presso un bar di Lonate Pozzolo.
L’uomo, avvicinato dai criminali intorno alla metà del mese di giugno, è stato minacciato: «O ci dai soldi o la macchina, o ti bruciamo la casa» gli avrebbero detto gli estorsori, che credevano di aver individuato in un extracomunitario il soggetto ideale, debole, che non avrebbe mai denunciato. Addirittura il giovane Silvestri avrebbe "fatto il buono" con la vittima cercando di addolcire la pillola. Invece la denuncia ai Carabinieri è stata quasi immediata, dopo che l’operaio ricattato si era consultato con un connazionale. Così è scattata l’operazione dell’Arma che ha condotto all’arresto di Mario Filippelli nella giornata di mercoledì. Alle 16,30 in via Cavour, di fronte al Municipio di Lonate Pozzolo, il pregiudicato è stato bloccato al volante della Opel Tigra appena cedutagli obtorto collo dalla vittima (e che la banda aveva già utilizzato nei tre giorni precedenti). Ben cinque le vetture impiegate dai Carabinieri nell’azione, due in borghese e tre militari: Filippelli è stato infatti bloccato… al semaforo, e ha simulato grande sorpresa quando si è trovato circondato dai militi dell’Arma. Identica la reazione degli altri componenti della banda, tutti domiciliati a Lonate, bloccati nelle ore successive. Ora della vicenda si sta occupando il sostituto procuratore Sabrina Ditaranto della Procura di Busto Arsizio.
Nel presentare l’operazione presso il comando provinciale dell’Arma di Varese, il maggiore Bartolomeo Catalano e il comandante della Compagnia di Busto Arsizio, capitano Giorgio Tommaseo (in alto nella foto) hanno detto: «Come si è dimostrato, ci sono italiani nullafacenti che cercano di estorcere denaro a stranieri regolari che lavorano; e in questi giorni è importante rimarcarlo. Il marcio c’è dappertutto, non solo da una parte. In ogni caso invitiamo tutti a collaborare con le forze dell’ordine in questi casi, perchè reati quali usura ed estorsione possono facilmente essere perseguiti su denuncia delle vittime».
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