L’edicola: la testimone dei pendolari
Biglietteria chiusa, degrado, mancanza di parcheggi. L'inferno dei viaggiatori raccontato dall'edicolante della stazione
Per chi non l’ha visto con i suoi occhi, è difficile credere che anni fa la stazione della Ferrovie dello Stato di Busto avesse vicino ai binari aiuole e una fontana con i pesci rossi.
«Prima questa stazione era una delle più belle della zona insieme a quella di Gallarate. Ora c’è solo degrado». A parlare è Emidio Maimone, titolare da due anni dell’edicola della stazione. «Mancano i servizi e non c’è manutenzione. Negli ultimi anni non l’hanno curata in nulla».
I problemi, a livello di strutture, iniziano già all’ingresso. «Questa porta, proprio di fianco al mio negozio, è rotta da un anno. L’ho già fatto presente, ma ancora non l’hanno aggiustata».
Ci sono poi le macchinette self-service fuori servizio, o meglio mai messe in servizio, i bagni chiusi da un anno per lavori, il sottopassaggio inaugurato a dicembre già sporco e ricoperto di scritte. I due sottopassaggi sono inoltre le uniche strutture utilizzabili per arrivare ai binari 4 e 5. Non ci sono infatti rampe, ascensori e scale mobili.
«Mancano anche i parcheggi per le macchine e quelli nelle vicinanze sono a pagamento. Non è giusto, i pendolari non dovrebbero avere spese aggiuntive oltre all’abbonamento».
Anche il deposito per le biciclette è chiuso dal 1 gennaio 2004. «Avrei voluto prenderlo io in gestione, ma è pericolante e quindi non viene affittato. Non capisco, se il problema è la mancanza di fondi, perché Fs non affitta i locali vuoti come il deposito? Invece rimangono li inutilizzati».
Secondo Maimone c’è una «crisi delle Fs che crea disagio a tutta la stazione». Nell’ultima settimana, infatti, la biglietteria è rimasta chiusa nei pomeriggi del 3,4,5 e 6 febbraio per mancanza di personale. Oggi è aperta, ma ci dicono che anche questa settimana, non si sa ancora in che giorni, sarà chiusa.
«La mia edicola è l’unico negozio della stazione. Quando gli utenti trovano la biglietteria chiusa, si rivolgono a me sia per informazioni che per i biglietti. Questa mattina, ad esempio, mi chiedevano dello sciopero dell’11 febbraio. Ma io di queste cose non so niente e i biglietti, come edicola, non posso più venderli. I pendolari, esasperati da questa situazione, a volte se la prendono con noi. Io li capisco, ma non si può andare avanti in queste condizioni. Dall’introduzione del passante per Pioltello, a metà dicembre, c’è un clima di forte tensione, credo che si stia raggiungendo davvero il limite».
C’è però una buona notizia per i pendolari di Busto Arsizio. Sui treni regionali e interregionali è stato riammesso l’acquisto dei biglietti a bordo del treno senza pagamento di soprattassa. Acquisto ammesso in presenza di tre condizioni: biglietteria chiusa, self – service guasti e assenza di altri punti vendita. E Busto Arsizio le soddisfa tutte e tre.
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