Inaugurato il nuovo tratto della Palermo-Messina

Berlusconi: «L'apertura della A20 deve essere un punto di partenza per la Sicilia»

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha inaugurato il nuovo tratto dell’autostrada Palermo-Messina. Dopo la benedizione del cardinale, arcivescovo di Palermo, Salvatore De Giorgi, Berlusconi, accanto al governatore Salvatore Cuffaro, ai ministri Lunardi, Prestigiacomo e La Loggia e al vice ministro Miccichè, ha tagliato il nastro tricolore. Poi il premier, con una ricetrasmittente, ha dato il via libera agli operai dell’Anas che presidiavano lo svincolo di Castelbuono a far procedere le auto sul nuovo tratto autostradale. E, come un casellante, Berlusconi ha fatto passare la prima auto, una Fiat Punto blu. Al conducente il presidente del Consiglio ha raccomandato: «Su questa autostrada andate piano». Berlusconi ha poi tenuto a sottolineare le potenzialità della Sicilia che il governo nazionale intende esaltare creando sempre più nuove infrastrutture che daranno impulso al turismo e allo sviluppo economico. «Voi siciliani – ha detto alle autorità radunate a Reitano – avete davvero tutto: avete la storia, il sole, un’ambiente straordinario, delle opere d’arte pregevolissime, testimonianze di un passato glorioso e poi… Qui in Sicilia ci sono delle ragazze così belle. Essere nati in Sicilia è davvero un dono di Dio». Berlusconi ha sottolineato che grazie alle infrastrutture di cui il governo nazionale e quello regionale si sono impegnati a dotarla, «la Sicilia potrà giocare un ruolo da protagonista per tutti gli scambi con il sud e con l’est attraverso il mare. Questa autostrada – prosegue – non servirà solo ad andare velocemente ed in sicurezza da Palermo a Messina, non solo consentirà alle aziende di far giungere presto i loro prodotti in Continente, ma servirà a esaltare quelle che sono le sue grandissime potenzialità future». I lavori per questa opera  sono iniziatati nel 1969, dunque questa autostrada si completa dopo 35 anni, 35 anni in cui si sono succeduti 35 governi. Secondo Berlusconi, la stabilità di governo è «un fatto storico per la Repubblica: solo con la permanenza di una classe di governo per cinque anni – osserva – si possono raggiungere risultati che altrimenti sarebbero impossibili». Berlusconi ha sottolineato l’impegno del governo per la realizzazione di infrastrutture, riferendosi ai progetti realizzati finora dai governi precedenti, «che oggi non sono più adeguati alle necessità legate alla crescita del traffico automobilistico e ferroviario». Berlusconi ha poi ringraziato il governatore Salvatore Cuffaro, rinnovandogli «fiducia e stima personale», il vice ministro dell’economia, Gianfranco Miccichè, «un cane dai polpacci difficile da imitare» per la tenacia con cui gli ricorda i bisogni della Sicilia, e l’Anas che «ha lavorato giorno e notte perchè i tempi di consegna di questa autostrada potessero essere rispettati». Infine, il presidente del Consiglio, ribadisce che l’apertura dell’autostrada Palermo-Messina «equivale alla caduta di un mito: così come a Milano per descrivere qualcosa che non si completerà mai – ha raccontato – si parla della fabbrica del Duomo, qui in Sicilia si usava ricorrere alla metafora di questa autostrada. Per fortuna vostra e di tutti nel nostro paese, a questa metafora non si potrà più ricorrere per descrivere qualcosa che non si avvererà mai». E, concludendo il suo intervento, il premier ha ricordato due ‘cappotti’: il 3-0 inflitto domenica dal Palermo al Cagliari e il 61 a 0 della Cdl sul centrosinistra.

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Pubblicato il 21 Dicembre 2004
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