Azzurro tenebra, quando il calcio diventa mito letterario
Un romanzo in grado di far rivivere la realtà di un mondo considerato inafferrabile
Dopo quasi cent’anni la punta d’iceberg d’un romanzo emerge dall’oceano dello spettacolo calcistico, considerato tanto straordinario quanto inafferrabile. Non una storia, non una cronaca o un saggio, ma un autentico romanzo in grado di restituire gli umori e le verità sepolte del mondo che giostra intorno al pallone. La storia è ambientata in Germania, ai mondiali del 1974, dove la nazionale italiana naufragò. Nomi sconosciuti, ma riconducibili ad identità anagrafiche precise. Il contorno di giornalisti e fotoreporter, di tifosi accaniti e di mister di ogni risma. Un grande affresco, un archetipo della letteratura sportiva.
Il libro
Giovanni Arpino
Azzurro tenebra
Einaudi
pp. 214
€ 7,23
L’autore
Giovanni Arpino, piemontese, inviato de La Stampa, è del 1927. È considerato uno dei maestri della letteratura sportiva. L’ormai celebre "Azzurro tenebra" è considerato il prototipo unico che segna una data per tutti coloro che amano il football, le storie appassionate e un certo giornalismo. Arpino ha trasfuso la sua esperienza giornalistica in quel romanzo facendo diventare storia e realtà ciò che per anni è stato considerato inafferrabile. Un vero capolavoro. Di Arpino ricordiamo anche «La suora giovane» (1959), «Un delitto d’onore» (1961), «L’ombra delle colline» (1964), «Domingo il favoloso» (1975), «Racconti di vent’anni» (1974)
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