«Così smaltiremo quei rifiuti tossici»
La giunta spiegherà in un consiglio comunale aperto la bonifica dell'area inquinata
La discarica di rifiuti tossici scoperta a novembre verrà bonificata. L’amministrazione comunale ha però deciso di informare tutta la popolazione sulle modalità dello smaltimento, con un consiglio comunale aperto, in programma per le 21 di martedì 17 dicembre presso la Sala Convegni di via Verdi. La giunta guidata da Mario Aspesi, parte lesa, si è costituita in giudizio, affidando l’incarico a uno studio legale di Milano.
L’indagine, condotta da procura della repubblica di Milano, Arpa, Corpo Forestale di Brescia, carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico), ha portato alla scoperta di un traffico illecito di rifiuti tossici che provenivano da una fonderia di Parabiago, in cui veniva prodotto alluminio di seconda fusione, con l’utilizzo di materiali inquinanti e l’espulsione di particolari scorie che a contatto con l’acqua sviluppano ammoniaca. Dalla fonderia di Parabiago i rifiuti partivano e venivano abusivamente sotterrati presso diversi cantieri edili dell’hinterland milanese. I titolari sono stati arrestati dalle forze dell’ordine. Gli stessi titolari hanno tuttavia affermato di voler accollarsi i costi di smaltimento per la bonifica.
L’area sita tra le vie San Rocco, Lazzaretto e Fornace Vecchia è un cantiere della “Cooperativa edilizia La cinque”. Il progetto di bonifica interesserà circa 15mila metri cubi di terreno che verranno spostati in un altro sito. Verranno poi prelevati gli elementi inquinanti e portati nelle discariche autorizzate, e infine effettuate delle ulteriori analisi per accertarsi che non siano rimaste scorie residue nella zona.
I titolari della fonderia di Parabiago forniranno a breve un progetto di recupero ambientale che dovrà essere approvato anche dai Comuni coinvolti. «Ci auguriamo che i cittadini accorrano numerosi» spiegano gli amministratori cardanesi. La scelta di un consiglio comunale aperto è stata, spiegano, è stata decisa data la delicatezza del tema. «Una vicenda che ha bisogno della massima trasparenza» spiega la giunta comunale in una nota.
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