«I sindaci pretendano di vedere i dati delle centraline»
Unicomal contesta i sistemi di rilevazione del rumore aeroportuale
| Riceviamo e pubblichiamo
A fine Febbraio 2000 i Sindaci di Somma Lombardo, Ferno e Lonate Pozzolo firmarono l’accordo di "delocalizzazione" che dava a Malpensa la "licenza di uccidere". Questo perché, con la firma dei tre Sindaci tuttora in carica (Brovelli, Colombo e Canziani) si creava, per i residenti in certe zone a ridosso del sedime aeroportuale individuate come particolarmente rumorose, la possibilità di vendere casa e trasferirsi altrove. L’operazione veniva definita di "mitigazione" e Malpensa poteva così svilupparsi, con licenza di uccidere chi restava. L’assenso dei tre Sindaci fu bollato, forse mai adeguatamente, già a suo tempo. L’individuazione delle zone inserite nell’accordo omicida fu effettuata sulla base di ipotetiche curve isofoniche stabilite prima dell’apertura di Malpensa 2000, cioè con un traffico teorico e rotte provvisorie (tali sono ancora). Le persone delocalizzabili secondo l’accordo erano nell’ordine delle centinaia mentre, secondo il Ministro dell’Ambiente di allora, Edo Ronchi, entro l’area dove diventava disumano vivere si venivano a trovare migliaia di cittadini. Quindi noi chiedemmo: si delocalizzino invece gli aerei! (Patto per il Territorio, Turbigo, 19/02/00) Ora si può tristemente verificare, leggendo i dati rilevati dalle centraline della rete di misura del rumore, che in aree soggette all’accordo, per esempio Somma-Case Nuove, Lonate-S. Savina e Lonate-Moncucco, il rumore rilevato è inferiore a quello di Somma-Rodari, Somma-Cabaggio, Arsago-Cimitero, Casorate-Monte Rosa… aree a cui l’accordo non si applica. Però non è facile acquisire questi dati, e vediamo perché. La rete costituita dalle centraline che rilevano il rumore è gestita da SEA che pubblica i dati per periodi limitati sul suo sito internet. All’indirizzo www.sea-aeroportimilano.it per visualizzare le tabelle relative al rumore occorre una password che possono avere solo i Sindaci del CUV (Arsago, Cardano, Casorate, Gola-secca, Ferno, Lonate, Samarate, Somma e Vizzola). Quindi bisogna bussare alla porta di un Sindaco disponibile che permetta, confidenzialmente, di acquisire informazioni che dovrebbero essere pubbliche, e così erano quando questa rete era gestita direttamente dalla provincia di Varese. La gestione della rete è ora regolata da una convenzione tra Provincia e SEA, ma SEA non rispetta la convenzione e, come dimostrato nelle due edizioni della "Tavola rotonda sul rumore aeroportuale" svolte a cura di UNI.CO.MAL. Lombardia, il rumore è anche sottostimato. Come possiamo commentare questa situazione assurda per cui chi è rimasto è sottoposto a maggior rumore di chi ha potuto (o avrebbe potuto) andare via? Ricorre l’ipotesi di danno grave subito dai residenti? La convenzione sulla gestione della rete di rilevamento del rumore aeroportuale dà alla provincia di Varese il diritto (ma anche il dovere) di esigere che SEA la rispetti. La firma sull’accordo attribuisce ai tre Sindaci la responsabilità delle delocalizzazioni. La mancata par condicio di diritti rispetto al danno subito dà ai Sindaci dei comuni interessati (gli stessi tre più qualche altro) il dovere di adire immediatamente le vie legali o gli strumenti più efficaci per tutelare la salute dei propri cittadini. Se Malpensa tutto può permettersi è perché gli Enti Locali a tutto acconsentono: Sindaci, rompiamo il muro di omertà, avete i dati, intervenite! Gallarate, 17 Settembre 2002 UNI.CO.MAL. Lombardia |
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