Servizi sociali: piace il nuovo corso. Dubbi solo sulla spesa
Primo incontro provinciale voluto da Asl e Provincia. Per i partecipanti la forza della nuova legge sta nella cooperazione tra enti e comuni consorziati
Legge quadro e piani di zona, un rodaggio che durerà almeno un paio di anni. È questa l’opinione di molti rappresentanti dei distretti presenti oggi, mercoledì 11 settembre, all’incontro organizzato dall’Asl e dalla Provincia per verificare lo stato di fatto della nuova legge 328 per l’attuazione dei cosiddetti piani di zona. Piani che hanno lo scopo di individuare le nuove linee di intervento nel campo del sociale, facendo meglio interagire comuni, Azienda Sanitaria e Provincia.Motivo dell’incontro stato soprattutto quello di fare il punto della situazione alla luce della nuova legge. Presenti all’iniziativa molti operatori del settore: oltre all’assessore provinciale ai Servizi Sociali Rienzo Azzi e al direttore generale dell’Asl di Varese Giorgio Benedditini, hanno partecipato anche tutti i rappresentanti dei 12 distretti che hanno il compito di redigere i piani di zona. In sala, come uditore, anche il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio, Ambrogio Bertoglio.
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Legge quadro e piani di zona, un rodaggio che durerà almeno un paio di anni. È questa l’opinione di molti rappresentanti dei distretti presenti oggi, mercoledì 11 settembre, all’incontro organizzato dall’Asl e dalla Provincia per verificare lo stato di fatto della nuova legge 328 per l’attuazione dei cosiddetti piani di zona. Piani che hanno lo scopo di individuare le nuove linee di intervento nel campo del sociale, facendo meglio interagire comuni, Azienda Sanitaria e Provincia.
«Siamo di fronte a un sistema che ha cambiato, sta cambiando e cambierà le esigenze di gestire gli interventi nel sociale – ha spiegato Azzi (nella foto a destra) – È un nuovo modo di ottimizzare le risorse sia economiche che umane con il quale dobbiamo pensare di poter dare il massimo, in qualità e quantità, con le risorse che abbiamo. Sull’esempio di questa legge, noi proseguiremo con la nostra politica per cui chiederemo alla Regione che vengano riconosciuti alla Provincia diversi compiti che di fatto l’ente amministra già». Il direttore dell’Asl Benedettini, dopo aver condiviso quanto detto dall’assessore Azzi, ha poi dato il via alla parte tecnica del convegno sottolineando anche l’importanza che avranno, per l’attuazione dei piani di zona, le associazioni di volontariato.
Diversi i commenti dei rappresentanti dei comuni presenti in sala. Secondo Franco Accordino, assessore ai servizi sociali di Tradate, con questa legge cambierà il modo di porsi nei confronti del sociale « saremo obbligati, finalmente, a collaborare con uffici di altri comuni, riuscendo magari a fare progetti in scala più grande. Per attuare tutto ciò ci vorrà tempo e sarà difficile da portare a completa attuazione». «Al momento la preoccupazione principale è quella di subentrare all’Asl in alcuni servizi – spiega Pierangela Vanzulli, presidente delegato della conferenza dei sindaci del distretto di Saronno – Non sarà facile, soprattutto per una questione economica: bisognerà decidere se è più importante l’opera pubblica che si vede o il sociale che molto spesso non si vede. Diverrà anche una questione di bilancio». Secondo l’assessore ai servizi sociali di Saronno, Luciano Cairati, «dovremo creare una nuova metodologia di lavoro; siamo di fronte a un progetto che impatterà negli anni, ma occorre uno sforzo da parte di tutti fin da oggi. Questo incontro è stato un primo passo verso un dialogo costruttivo».





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