La nuova raccolta differenziata manda in pensione il cassonetto
L'amministrazione punta a una quota di riciclaggio superiore al 50% per abbattere l'enorme produzione di rifiuti
| Sparisce il cassonetto generico, entrano in scena la raccolta porta a porta e i sacchi di colore diverso per umido e secco. Si cambia, insomma, nella raccolta dei rifiuti, per ben due anni bocciata dall’Osservatorio provinciale come la meno efficiente della provincia. «L’obiettivo è quello di arrivare a una quota di raccolta differenziata che superi il 50%» osserva il sindaco Nicola Mucci. L’attuale quota di riciclaggio è ferma al 19%, ma non è solo questo il punto; l’amministrazione vuole soprattutto bloccare il conferimento selvaggio nei cassonetti, che sarebbe alla base, a giudizio degli attuali amministratori, dell’abnorme produzione del comune. Per fare centro l’azienda Amsc dovrà riorganizzare completamente il servizio su tutto il territorio: ogni condominio avrà i suoi contenitori, inviolabili, e la raccolta sarà effettuata a domicilio. Martedì prossimo sarà la stessa Amsc, insieme al sindaco Nicola Mucci, in una conferenza stampa, a spiegare i dettagli dell’operazione. Secondo quanto ha raccontato l’assessore al bilancio Claudio Carabelli ai capigruppo della minoranza, i costi del servizio saliranno per il comune del 10%. Dove intendono allora risparmiare? La risposta è nella diminuzione di quantità rifiuti prodotta. A giudizio dei tecnici, infatti, sarà in questo modo possibile diminuire le quantità prodotte e di conseguenza i costi di smaltimento del secco, che oggi viaggia tutti i giorni verso l’inceneritore Accam di Busto Arsizio. Le novità in materia di raccolta rifiuti erano attese da anni, anche se arrivano in un momento molto particolare per l’azienda Amsc, in procinto di diventare, grazie alla fusione con Agesp e Aspem, una sola grande azienda provinciale di gestione servizi. Proprio per la delicatezza del momento, il centrosinistra torna a criticare le mosse dell’amministrazione. In particolare, i consiglieri Gianfranco Selvagio (Margherita) e Pierluigi Galli (Ds) contestano le procedure scelte dal comune per informare le opposizioni delle recenti novità. «La conferenza dei capigruppo non è la sede idonea – dicono – andrebbe invece istituita un’apposita commissione». Da tempo, l’opposizione lamenta scarsa informazione rispetto alla gestione della Amsc. A partire dalla costituzione di Reteacqua S.p.a., appresa solo tramite la stampa. |
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