«Difendiamo il Parco del Ticino e diciamo no al terzo satellite»
Unicomal chiede a Luciano Saino di non lasciare la presidenza dell'ente
Riceviamo e pubblichiamo
LE DIMISSIONI DI LUCIANO SAINO PRESIDENTE DEL PARCO DEL TICINO
La costituzione del Parco fluviale del Ticino è stata sicuramente una coraggiosa sfida per almeno due motivi correlati tra loro: 1) tutelare una zona di grande importanza ambientale ben definita dal-l’espressione "corridoio ecologico" e 2) costituire in quest’area un Parco naturale malgrado vi fosse-ro ormai presenti numerose aree fortemente antropizzate e, addirittura, un aeroporto. Purtroppo l’area di sedime aeroportuale è sempre sfuggita alla competenza del Parco, essendo sotto-posta alla competenza ministeriale. Alle perimetrazioni aeroportuali statali si sono poi aggiunte quelle regionali visto che, con il Piano d’Area di Malpensa, le competenze del Parco sono state for-temente ridimensionate nel territorio degli 11 comuni aeroportuali (17.700 ettari, ovvero 177 Km quadrati). Infatti nel vigente Piano d’Area di Malpensa 2000 è esplicitamente evidenziato che, di fronte ad eventuali conflitti tra Piano d’Area e Normativa del Parco Ticino, prevale il primo. Ma non è finita. E’ pronto il colpo del K.O. per il Parco fluviale della valle del fiume Ticino: la terza pista di Mal-pensa. Il dimissionario Presidente Luciano Saino, in una lettera aperta al Presidente della S.E.A. Giorgio Fossa (lettera che ci pregiamo di allegare a questo comunicato stampa), ha ben illustrato cosa com-porterebbe, per il Parco, la realizzazione della terza pista di Malpensa. La sintesi è (ma raccomandiamo la lettura dell’intera lettera di Luciano Saino): terza pista uguale fi-ne del Parco. Perché è bene dirlo e ribadirlo, visto che troppi appena possono dicono di volere comunque salva-guardare l’ambiente, questo aeroporto non è compatibile con questo Parco. Qualcuno potrebbe pensare (ma questa supposizione è offensiva) che, vista l’importanza di un aero-porto, si può sacrificare il Parco: il progresso vuole le sue vittime… Ma cos’è oggi il progresso: costruire un aeroporto o salvare un Parco naturale? Di più siamo di fronte ad un ulteriore esempio di disprogrammazione: 30 anni di Parco, con l’impe-gno profuso ed i risultati ottenuti, vengono buttati, sacrificati sull’altare di un’opera assurda che, come tante volte già abbiamo affermato, produce gravi danni, ambientali ed economici. Tra le vittime illustri di Malpensa 2000 elenchiamo infatti l’Alitalia, l’economia tradizionale e con-solidata del Varesotto, il sistema aeroportuale e dei trasporti dell’intero nord Italia. E particolar-mente danneggiato, in maniera irreparabile dopo il superamento del punto di non ritorno, un vasto Territorio lombardo e piemontese comprendente il Parco del Ticino. A volte qualcuno può essersi chiesto perché il Parco del Ticino non opponesse una "resistenza" maggiore alla crescita di Malpensa: le dimissioni del Presidente Saino ora dimostrano l’impotenza del Parco ed i soprusi subiti e che dovrebbe ancora subire se venisse lasciato solo. UNI.CO.MAL. Lombardia vuole esprimere un forte sostegno al Presidente dimissionario, un NO categorico alla terza pista e ad altri ampliamenti illegali poiché non previsti nel piano regolatore di Malpensa. Il Parco del Ticino deve vivere senza subire ulteriori soprusi perché, al contrario dell’ae-roporto, è di fondamentale importanza per la salute del Territorio. A Saino chiediamo di restare perchè, visti anche i pareri espressi dai politici in questi giorni, cosa può succedere se cambia la politica del Parco? Quante altre infrastrutture aeroportuali (e non) ci sta-rebbero dentro a quello che è ora il Parco, quante piste, quanti terminal, quanti satelliti, quanta glo-ria ed affari per i predatori del XXI secolo?
UNI.CO.MAL.Lombardia
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