Albergo di Ville Ponti, da oggi si fa sul serio

Incontro pubblico con le eminenze del territorio sul progetto di Camera di Commercio: «Volontà comune di procedere»

È trascorso più di un anno da quel famoso accordo di luglio 2003 che sanciva il primo atto formale di nascita del nuovo albergo di Ville Ponti. Allora il sindaco Fumagalli e il presidente di Camera di Commercio Belloli sottoscrissero un accordo bilaterale per avviare l’iter che avrebbe portato alla realizzazione del progetto. Da allora, una cortina di silenzio aveva ovattato la questione, adombrando polemiche e contrasti. A distanza di 14 mesi i due firmatari si sono ritrovati sotto lo stesso tetto, questa volta a Ville Ponti, per riaffermare che il tempo non è trascorso invano e che anzi il progetto è stato vincolato a tappe ancor più rigide. 
Davanti a loro, tutto il territorio, rappresentato dai suoi vertici istituzionali, imprenditoriali, culturali, associativi, sindacali, ad assistere ad un incontro che voleva essere, e in parte lo è stato, un dibattito in cui hanno avuto voce tutti i soggetti direttamente interessati al progetto e quanti su di esso nutrono non celate perplessità. (nella foto il sindaco Fumagalli, il presidente Belloli e il consigliere regionale Massimo Buscemi)

Un’operazione "trasparenza" quella condotta dalla Camera di Commercio che ha voluto fugare ogni incertezza sulle ragioni, sui modi e sui tempi del progetto, conclusasi con l’esame autoptico, la visita sul luogo  dove dovrà sorgere l’edificio. 
Sulle ragioni si è già discusso a lungo: le Ville Ponti sono un centro congressi zoppo privo com’è di ricettività contigua, a fronte, specifica Belloli, di un altissimo potenziale di gradimento da parte degli operatori. «Il mercato ci dice che non solo c’è spazio, ma addirittura l’urgenza di un’opera in grado di offrire un volano al turismo congressuale varesino». 
Struttura a quattro stelle, da 150/180 stanze – «più 150 che 180» precisa Fumagalli pensando alle modifiche al piano regolatore -; personalità e pregio architettonici, rispetto assoluto del contesto ambientale, soluzioni ai problemi logistici connessi, viabilità e parcheggi in primis. Queste sono le condizioni di partenza. 
Un concorso di idee è già stato indetto, l’iscrizione è in scadenza in queste ore. Entro novembre arriveranno gli elaborati. Da lì il via, secondo gli auspici di Belloli, al tour de force: a Natale si conoscerà l’idea vincente, a febbraio 2005 il progetto preliminare, entro l’estate approvazione della variante al piano regolatore; completamento del progetto definitivo nella primavera 2006, posa prima pietra tra poco meno di due anni. 
Un ottimismo della volontà in parte temperato dal primo cittadino che conferma in ogni caso la collaborazione della sua amministrazione: «Non abbiamo mai messo in dubbio la necessità dell’albergo, né abbiamo mai fatto mancare la nostra collaborazione» ribadisce Fumagalli che tuttavia fissa alcuni paletti: oltre al numero non ipertrofico di stanze, il sindaco chiede un piano rigoroso di rispetto ambientale, uno studio appropriato per i parcheggi «possibile anche una delocalizzazione delle aree sosta» e un progetto complesso per assorbire l’impatto viabilistico.  
La provocazione arriva da Marco Magnifico, direttore del Fai, e giustamente invitato. «Il colle di Biumo è un miracolo di equilibrio tra natura e costruito, occorre un altro miracolo perché l’inserimento di un albergo lo preservi». Non è una posizione contro, ma una provocazione, la sua. 
«Se si deve fare, coinvolgete subito la sovrintendenza, che sia un progetto di un grande studio di architettura, che ci si affidi ad un bravo architetto del paesaggio». Il Fai in sostanza chiede uno sforzo enorme. 
«Il miracolo è possibile – replica in conclusione Belloli – e lo è grazie a ciò che rappresenta da sempre la Camera di Commercio, innovazione, ricerca, sviluppo e attenzione rispettosa del territorio». 

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Pubblicato il 27 Settembre 2004
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