Case popolari: è di scena la protesta
In strada gli inquilini dell'Aler. Mancano le case e c'è urgenza di interventi straordinari
Una protesta infinita. Il popolo degli inquilini dell’Aler ha inscenato questa mattina una "mini-manifestazione" fuori dalla sede di via Como. Una trentina di persone si sono presentate con tanto di cartelli per protestare contro il degrado crescente dei caseggiati, per l’aumento crescente dei canoni, per l’equiparazione degli alloggi ristrutturati ai nuovi, per la nuova legge regionale, attualmente congelata, che rivoluzionerebbe lo status giuridico dell’azienda. «Ci sono condomini in vero stato d’abbandono – commenta Vincenzo Ascione, leader del Comitato Inquilini Case Popolari provincia di Varese – a Busto citiamo quelli in via Rossini e via Cellini, a Varese nel quartiere di San Fermo, a Gallarate in via Curtatone. Ci sentiamo truffati, anche perchè spacciano come nuovi palazzi risalenti agli anni 20 ora ristrutturati.»
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Una protesta infinita. Il popolo degli inquilini dell’Aler ha inscenato questa mattina una "mini-manifestazione" fuori dalla sede di via Como. Una trentina di persone si sono presentate con tanto di cartelli per protestare contro il degrado crescente dei caseggiati, per l’aumento crescente dei canoni, per l’equiparazione degli alloggi ristrutturati ai nuovi, per la nuova legge regionale, attualmente congelata, che rivoluzionerebbe lo status giuridico dell’azienda.
«È la legge che impone questa parificazione – spiega Pietro Lettieri, vicedirettore generale dell’Aler – i nostri affitti, comunque, vanno dalle 12.800 lire alle 600.000 lire al mese, e spesso diamo anche un contributo servizi a chi sta nella prima e nella seconda fascia, per cui di fatto manteniamo gratuitamente gli inquilini più bisognosi, e queste famiglie sono quasi un quarto dei nostri inquilini.»





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