A Varese non c’è spazio per il pedone

libro bianco del "cittadino pedone" presentato dalla Margherita, un'ampia documentazione dei pericoli e delle difficoltà che incontra in moltissime parti della città

I “margheriti” di Palazzo Estense hanno presentato il libro bianco del “cittadino pedone ” ovvero un’ampia documentazione dei pericoli e delle difficoltà che incontra, in moltissime parti della città e soprattutto in periferia, la grande comunità di coloro che per le strade ci vanno a piedi. L’utilissima raccolta di dati, corredati di foto e di proposte per risolvere i problemi denunciati, non ha avuto l’attenzione dovuta da parte della maggioranza e nemmeno quella di noi giornalisti: annunci dell’iniziativa ma nessun approfondimento.
L’autunno con le sue piogge e qualche sciopero dei mezzi pubblici di trasporto ha riproposto le problematiche dei viandanti, un popolo che non riceve i riguardi dei quali sono fatti oggetto gli automobilisti, protagonisti del traffico.
Le lamentele per lo stato delle strade e dei marciapiedi, ulteriormente massacrati dal maltempo, hanno però riproposto la reale utilità del “libro bianco ” dei consiglieri comunali della Margherita, redatto con spirito di servizio e non per mettere sotto accusa sindaco e Giunta.

È un peccato che un lavoro svolto girando pazientemente per l’intera città non possa essere visto da tutti i varesini: ne sarebbero davvero entusiasti e certamente segnalerebbero altri inconvenienti. Varesenews grazie al web ne permette una visione, parziale ma sufficiente per constatare che anche nella Città Giardino trionfa incontrastato l’inganno berlinese.
Chi ha avuto infatti la possibilità di visitare il settore orientale di Berlino ai tempi del famigerato muro, certamente ricorda che, superato il posto di controllo reso celebre da film e romanzi, ci si poteva inoltrare nello splendido Viale dei Tigli, arrivare a piazza Alessandro, visitare musei fantastici come quello di Pergamo; ricorda però che appena si imboccavano le laterali del maestoso viale ci si imbatteva in strade, piazze ed edifici in condizioni pessime. Insomma per gli stranieri a Est c’era una sorta di percorso obbligato che faceva immaginare una Berlino comunista all’altezza della situazione della gemella dell’Ovest.

L’inganno berlinese lo si pratica oggi a Varese: un centro storico in fase di continuo abbellimento, punti strategici ottimamente tenuti, le periferie invece in condizioni spesso inaccettabili, soprattutto in relazione alle strade.
Accade però che anche noi che contestiamo l’indecenza di questa situazione quando riceviamo ospiti li portiamo a visitare i luoghi migliori della città senza accennare alle carenze.
Così gli ospiti ripartono ammirati e a casa loro parleranno di Varese come un modello da imitare.

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Pubblicato il 03 Dicembre 2003
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