Pensionato indigente di 83 anni sfrattato dal Comune

Varese – L'uomo costretto a trasferirsi in una casa ancora non pronta. Domani mattina si presenterà l'ufficiale giudiziario per l'ingiunzione di sfratto definitiva

I fatti: un pensionato ottantatrenne di Varese risiede da almeno 10 anni un appartamento di proprietà del comune, in via Nicolini, a Biumo inferiore. L’uomo, che gode di una pensione minima, ricevette l’appartamento dopo essere stato sfrattato. E quegli alloggi a Biumo si qualificano proprio per essere alloggi temporanei di soccorso per sfrattati.
Il tenore della sua pensione da anni non gli consente di pagare l’affitto dell’abitazione. Una morosità che lui stesso ha più volte segnalato, senza nascondersi. Nonostante la situazione, per anni, l’uomo, affidato alle cure dei servizi sociali del comune, è stato rassicurato. Nessuno l’avrebbe costretto a cambiare residenza.
Da qualche tempo, tuttavia, le rassicurazioni si sono tramutate in ingiunzioni di sfratto. L’inquilino è stato invitato a trovarsi un altro alloggio. Impossibilitato dal reddito a trovare “sbocchi” tramite privati, a quel punto il comune si è mosso e ha trovato un appartamento in via San Pedrino dove l’uomo avrebbe dovuto già trasferirsi dal 23 luglio.
Un sopralluogo effettuato lo stesso giorno ha però messo in rilievo che il nuovo alloggio, un bilocale, versava in condizioni alquanto precarie: disabitato da tempo, sporco, con perdite d’umidità. Insomma inabitabile. Lo sfratto a quel punto ha avuto una proroga e poi un’altra ancora, sempre in ragione della scarsa abitabilità.
Domani, alle 8.30 l’ufficiale giudiziario si presenterà per la terza volta in via Nicolini per invitare il pensionato a raccogliere le sue cose e trasferirsi.
La cosa avverrà: l’uomo è consenziente, sebbene pare che la casa, benché imbiancata di fresco, manchi ancora dell’allacciamento degli impianti e di un lavello. La vicenda ha creato non poco scalpore e disagio e anche tra quanti conoscono la persona in questione. E pone non pochi interrogativi sulla gestione da parte dei servizi sociali delle persone indigenti. A fare scandalo è che per pagare il nuovo affitto, l’uomo è stato costretto a versare una caparra che di fatto gli impedirà di godere per i prossimi mesi dei proventi della sua pensione. Oltre tutto si è dovuto arrangiare da solo per il trasloco.
Particolare non di poco conto: da anni con il pensionato vive una ragazza, un passato difficile alle spalle, problemi di salute che rendono problematico trovare e conservare un lavoro.
La donna, a sua volta in rapporto difficile con gli uffici assistenziali, ha più volte chiesto di poter rimanere in via Nicolini, offrendo parte dei suoi stipendi per coprire in parte l’affitto, offrendo collaborazioni al comune. Non c’è stato verso. Non ha diritto a rimanere li. Domani mattina, alla presenza del funzionario, intende barricarsi in casa.
La vicenda è incredibile, ma tutta vera.

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Pubblicato il 10 Settembre 2003
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