Maxi evasione fiscale. In manette tre ex del Varese 1910
Tra le persone coinvolte Antonio Rosati, Enzo Montemurro e Bruno Limido. L’accusa è quella di aver emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti per circa 250 milioni di euro
Una maxi evasione fiscale scoperta dalla Guardia di Finanza di Milano. I finanzieri del Comando Provinciale di Milano hanno dato esecuzione nella mattinata di mercoledì 29 ottobre ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Milano nei confronti di 8 indagati per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale. Tra le persone coinvolte, Antonio Rosati ed Enzo Montemurro, rispettivamente ex presidente (oltre che candidato in consiglio regionale nelle ultime elezioni nella lista civica a sostegno di Roberto Maroni presidente) ed ex amministratore delegato del Varese 1910, e Bruno Limido, ex giocatore di Varese, Juventus, Atalanta, Bologna e Avellino negli Anni ’80 e ’90. L’accusa è quella di aver emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti per circa 250 milioni di euro.

I finanziari hanno anche messo in atto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni e disponibilità finanziarie per oltre 63 milioni di euro. Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Milano e dirette dal Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Milano Carlo Nocerino, hanno permesso di accertare un articolato sistema di frode fiscale perpetrato nei settori della logistica, facchinaggio, trasporto su strada e servizi alle imprese, attraverso l’utilizzo strumentale di consorzi e società cooperative. L’operazione trae origine da un’attività svolta dall’Agenzia delle Entrate – Ufficio Centrale Antifrode e si è sviluppata attraverso un modello investigativo sperimentale, promosso dalla Procura della Repubblica di Milano in materia di contrasto ai fenomeni di evasione fiscale, contributiva ed intermediazione e collocamento fraudolento di manodopera, che vede coinvolti anche INPS e Direzione Territoriale del Lavoro.
Le successive indagini di polizia giudiziaria svolte dalla Guardia di Finanza hanno condotto all’individuazione di un’associazione criminale costituita da “imprenditori occulti” (reali gestori e beneficiari del sistema), “organizzatori” e/o “agevolatori” (commercialisti e consulenti del lavoro che hanno formalmente costituito le cooperative, reclutato i soci lavoratori, curato gli aspetti amministrativi, contabili e fiscali), meri “prestanome” che, avvicendandosi ed alternandosi nelle cariche societarie, ne hanno assunto formalmente le relative responsabilità.
Nelle operazioni sono impegnati in tutto il territorio nazionale oltre 70 finanzieri nonché funzionari dell’Ufficio Centrale Antifrode dell’Agenzia delle Entrate.
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Ultimamente quando si parla di calcio, si parla sempre di più di frodi, imbrogli, partite truccate, ecc. Basta vedere il caos che sta succedendo in serie B per lo scorso finale di campionato con partite comprate dal Catania! Seguo il calcio da quando sono bambino, ma, ve lo giuro, pian pianino mi sta passando la voglia. La verità, sembrerà banale ma è così, è che girano troppi soldi e dove c’è troppa grana è quasi scontato che ci siano dietro magagne e imbrogli. Aggravate poi dal calcio scommesse che ha dato un motivo in più per lucrare.
Adesso, la cosa che sbalordisce di più è che sempre più spesso sono coinvolte le società a livello finanziario. Lavorando a Milano nella consulenza (http://www.studiocassone.it/consulenti-del-lavoro-milano) a stretto contatto con il tessuto imprenditoriale di situazioni particolari se ne vedono e sentono parecchie, ma mai come le bombe che sempre più spesso scoppiano nel calcio. A volte sembra davvero un mondo a parte, con regole diverse. E questo riguarda anche la violenza e la sicurezza negli stadi ed intorno ad essi…