Pagamenti in nero, denunciato avvocato per evasione
I clienti pagavano, ma non ricevevano fattura. Violata anche la legge antiriciclaggio, omessa la dichiarazione del 2012. Da sei anni la contabilità era infedele
Uomo di legge in tribunale, ma con qualche deroga in studio: dove i suoi clienti pagavano in contanti e senza fattura. Sembra incredibile, ma questa volta, a finire nelle maglie della guardia di finanza per una maxi evasione, è stato un avvocato di Varese. Il professionista è stato denunciato dalla gdf, perchè dal 2008 ha presentato dichiarazioni dei redditi infedeli. In sostanza ha lavorato per buona parte in nero, e ha addirittura omesso di presentare la dichiarazione del 2012. Per la Guardia di finanza di Varese si tratta di un clamoroso caso di infedeltà fiscale, che sfocerà in una richiesta di recupero delle somme non denunciate. Ma le conseguenze saranno anche altre. L’avvocato varesino, sarà probabilmente segnalato anche all’ordine professionale, che dovrà valutarne la posizione. 
Al termine dell’azione ispettiva, i militari della compagnia della guardia di finanza di Varese hanno accertato compensi non dichiarati dal professionista per circa 1,6 milioni di euro ed Iva non corrisposta all’erario per circa 200mila euro per gli anni dal 2008 al 2013. Grazie alla documentazione rinvenuta durante la verifica e ai controlli incrociati effettuati nei confronti dei numerosi clienti, oltre all’esame minuzioso dei conti bancari, è stato possibile delineare le trame dell’evasione e ricostruire il volume d’affari dell’avvocato negli anni oggetto d’indagine.
Dall’attività svolta sono emerse diverse violazioni alla normativa antiriciclaggio che vieta attualmente pagamenti in contanti superiori ai mille euro. L’avvocato in sostanza, per evadere faceva pagare anche in contanti, e senza fattura, per cifre che superavano la soglia di legge. Il contribuente si è reso dunque responsabile delle violazioni per l’infedele e l’omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi.
Sotto il profilo amministrativo, il professionista dovrà corrispondere sia il pagamento delle imposte dirette dovute per i compensi percepiti e non dichiarati sia le sanzioni previste dalla legge tributaria. L’uomo è stato segnalato all’Agenzia delle Entrate per l’applicazione della sanzione accessoria.
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