Manifattura Cittadina: “Democrazia rottamata e incenerita”
La formazione politica critica l’iter che porterà ad una decisione per il futuro dell’impianto spiegando che “la tempistica del processo mortifica la democrazia, la trasparenza e la partecipazione"
La formazione politica critica l’iter che porterà ad una decisione per il futuro dell’impianto spiegando che “la tempistica del processo mortifica la democrazia, la trasparenza e la partecipazione". Ecco il comunicato integrale
Il tavolo "Salute, ambiente e territorio" della Lista di Manifattura Cittadina denuncia alle cittadine e ai cittadini di Busto Arsizio l’anomalia del processo decisionale in merito alle scelte del futuro di ACCAM.
Le ultime settimane sono state caratterizzate dallo stillicidio di dichiarazioni pubbliche da parte degli Amministratori di Accam in contrasto con la segretezza e riservatezza del lavoro dei tecnici e delle loro conclusioni, e dalla circolazione semi-clandestina di svariate relazioni ufficiali – semiufficiali – provvisorie del Gruppo di Lavoro (Tavolo Tecnico) di Accam, coordinato dal dott. Giorgio Ghiringhelli, anche amministratore delegato di ACCAM !, alimentando un polverone pubblico funzionale solo a nascondere le reali sedi decisionali.
Sindaci, Consigli Comunali, Commissioni Consiliari, Consiglio di Amministrazione di Accam e Collegio dei Sindaci di Accam hanno discusso, rilasciato dichiarazioni e/o deliberato, ancora prima che fossero conclusi i lavori del Tavolo Tecnico di Accam e che i risultati di tali lavori fossero resi pubblici, non solo ai decisori politici ma anche e soprattutto ai cittadini e alle cittadine.
La delicatezza della materia, che riguarda non solo una soluzione tecnologica ma soprattutto la salute delle persone, il benessere dell’ambiente e la gestione democratica dei processi decisionali, esigerebbe che ogni decisione definitiva in merito al futuro di ACCAM fosse subordinata alla pubblicazione dei risultati definitivi del lavoro del Tavolo Tecnico di ACCAM e alla loro discussione e elaborazione anche da parte dei cittadini e delle cittadine.
A Busto Arsizio, le Commissioni Consiliari competenti si riuniscono il 7 gennaio 2015 per discutere delle “prospettive sulla continuità della Società ACCAM SPA, la sua ridefinizione e le opzioni”.
L’assemblea dei Soci di ACCAM (formata dai sindaci dei 27 comuni) deciderà all’inizio di febbraio 2015.
La tempistica mortifica la democrazia, la trasparenza e la partecipazione.
Le ultime settimane sono state caratterizzate dallo stillicidio di dichiarazioni pubbliche da parte degli Amministratori di Accam in contrasto con la segretezza e riservatezza del lavoro dei tecnici e delle loro conclusioni, e dalla circolazione semi-clandestina di svariate relazioni ufficiali – semiufficiali – provvisorie del Gruppo di Lavoro (Tavolo Tecnico) di Accam, coordinato dal dott. Giorgio Ghiringhelli, anche amministratore delegato di ACCAM !, alimentando un polverone pubblico funzionale solo a nascondere le reali sedi decisionali.
Sindaci, Consigli Comunali, Commissioni Consiliari, Consiglio di Amministrazione di Accam e Collegio dei Sindaci di Accam hanno discusso, rilasciato dichiarazioni e/o deliberato, ancora prima che fossero conclusi i lavori del Tavolo Tecnico di Accam e che i risultati di tali lavori fossero resi pubblici, non solo ai decisori politici ma anche e soprattutto ai cittadini e alle cittadine.
La delicatezza della materia, che riguarda non solo una soluzione tecnologica ma soprattutto la salute delle persone, il benessere dell’ambiente e la gestione democratica dei processi decisionali, esigerebbe che ogni decisione definitiva in merito al futuro di ACCAM fosse subordinata alla pubblicazione dei risultati definitivi del lavoro del Tavolo Tecnico di ACCAM e alla loro discussione e elaborazione anche da parte dei cittadini e delle cittadine.
A Busto Arsizio, le Commissioni Consiliari competenti si riuniscono il 7 gennaio 2015 per discutere delle “prospettive sulla continuità della Società ACCAM SPA, la sua ridefinizione e le opzioni”.
L’assemblea dei Soci di ACCAM (formata dai sindaci dei 27 comuni) deciderà all’inizio di febbraio 2015.
La tempistica mortifica la democrazia, la trasparenza e la partecipazione.
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