L’emozione dei vecchi abitanti e la rabbia dei clochard: “Erano le nostre case”
A seguire le operazioni di abbattimento delle case delocalizzate dell'intorno aeroportuale c'erano alcuni vecchi abitanti ma anche due uomini che le occupavano abusivamente da anni
Le ruspe hanno appena iniziato la demolizione delle case delocalizzate di Case Nuove, a due passi da Malpensa, abbandonate da anni dalla popolazione in "fuga" a causa del traffico aeroportuale. Le operazioni sono cominciate come da copione e salutate da tutti con soddisfazione, dopo anni in cui questa decisione sembrava non sbloccarsi mai, ma le ruspe hanno lasciato spazio anche all’emozione degli storici abitanti delle case e, a loro modo anche dei più recenti "inquilini" abusivi giunti casualmente a ritirare i propri averi proprio nel momento in cui sono iniziati i lavori.
La signora Maria ha abitato qui per una decina di anni e spiega: «qua ho vissuto con i miei famigliari ed è stata la casa della mia vita. Vederla demolire mi ha fatto venire il magone. Ce ne siamo andati perché qua c’era un rumore insopportabile di aerei che passavano uno dietro l’altro, vivere qua era impossibile. Ma certo i ricordi e la commozione rimangono». La sua è la prima villetta ad essere interessata dalle demolizioni.
Poco dopo, credendo di non essere osservati, sono arrivati anche due uomini per ritirare i propri averi lasciati nelle notti precedenti all’interno di una delle abitazioni pronta ad essere abbattuta. Fermati dagli uomini del cantiere sono stati costretti ad uscire e ad osservare le operazioni di abbattimento. Si chiamano Luciano ed Omar, sono nullatenenti, vivono alla giornata e sono esperti nell’arte dell’arrangiarsi: loro principale fonte di guadagno è il famoso espediente di portare i carrelli a Malpensa, attività dalla quale spiegano di riuscire a racimolare anche una cinquantina di euro al giorno. «Ho lavorato per 32 anni fino a quando il lavoro c’è stato. Poi mi sono trovato abbandonato a me stesso senza uno stipendio e senza patrimoni – spiega Luciano, 54enne di origini siciliane -. ho dovuto imparare ad arrangiarmi vivendo di espedienti. Spesso dormivamo a Malpensa poi questa delle case delocalizzate ci è sembrata un’ottima soluzione. Sono nuove, confortevoli e non sono di nessuno. Qua sono arrivato a "possedere" anche 3 o 4 case che io e il mio amico occupavamo per dormire. Sinceramente mi sembra uno spreco questo abbattimento, potevano lasciarle a noi disoccupati».
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