Cure dei tumori: migliorare anche le “terapie di supporto”
È nato in Italia, un network di professionisti per migliorare le cultura e la ricerca degli effetti collaterali delle cure oncologiche: "In Italia siamo un po' indietro" spiega il dottor Bossi
Alleviare i sintomi delle terapie oncologiche e perseguire una migliore qualità della vita durante queste cure. È l’obiettivo che si sono posti 4 medici oncologi italiani che hanno costituito il Network Italiano di Cure di Supporto in Oncologia (NICSO).
Si tratta di una rete che ha già raccolto un centinaio di adesioni tra medici oncologici, radioterapisti, ematologi, infermieri: « Speriamo di coinvolgere anche associazioni di pazienti – spiega il dottor Paolo Bossi, oncologo dell’Istituto dei Tumori di Milano – Per ora, in Italia, si è agito a livello individuale o di centro di cura, come lo stesso Istituto dei Tumori per volontà della dottoressa Ripamonti. Creare un network darà maggior peso, anche per ottenere finanziamenti e fare ricerca per le terapie di supporto».
Quello delle terapie di supporto è un tema che, all’estero, è molto sviluppato. Ci sono organizzazioni e congressi scientifici per dibattere di come far star meglio il paziente durante una terapia oncologica, evitando o alleviando gli effetti collaterali come senso di nausea, alopecia, formicolio degli arti, stanchezza, inappetenza, infiammazione delle mucose della bocca, diarrea e dolore: « Spesso questi malesseri influiscono sulla terapia rallentandola – commenta il medico – Pensare a come sostenere la persona ammalata contribuisce a migliorare la sua presa in cura e anche l’efficacia della terapia stessa».
Il Network è nato come ente indipendente da qualsiasi centro di ricerca, casa farmaceutica, ospedale: « L’indipendenza è un plus valore perchè permette di lavorare con tutti e ottenere maggior attenzione e forza nel reperire i fondi. Tutti hanno interesse a condividere questa nostra attività al servizio del benessere del paziente».
In Italia, cultura e ricerca segnano il passo rispetto a Francia e Germania. Ci sono sforzi sulla scoperta della molecola in grado di combattere più efficacemente la cellula tumorale ma poco si studia sugli effetti del suo impiego e sulle eventuali terapie che possono alleviare le eventuali conseguenze sgradevoli: « Ecco perchè abbiamo cercato una connessione internazionale con il Multinational Association of Supportive Care in Cancer (MASCC). Il nostro network è un’associazione senza scopo di lucro che mira a migliorare sia la ricerca, sia la ridotta formazione dei professionisti su questi temi, poiché sempre nuove terapie sono velocemente disponibili nella pratica clinica». Attualmente ci sono 3 o 4 centri in Italia che si occupano delle terapie di supporto e, tra queste, c’è l’Istituto dei Tumori con il gruppo diretto da Carla Ripamonti. Nella prima settimana di maggio, il NICSO farà il suo primo congresso nazionale si terrà a Roma.
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