Il sogno di Ale: vedere il mondo in bicicletta
"È questo che da sempre sogno: essere libero e andare per il mondo..."
Il “sogno di Ale” è stato scritto da Alessandro Giani quando era in terza media, solo pochi anni fa, nel periodo in bilico tra infanzia e adolescenza. Le parole sono state messe, insieme a quelle di don Luigi Verdi (“Mi sta a cuore chi è fedele al poco e al mistero, a qualunque trama di vita pazientemente tessuta”), sul piccolo ricordo di Alessandro distribuito alla fine della celebrazione del funerale.
Accanto alle parole, due foto di Alessandro: una sui banchi di scuola, ritratto da un compagno di classe nella quotidianità, l’altra in sella alla sua bici da corsa, una passione a cui era fedele e a cui si dedicava già da anni, nella sua breve vita.
«È questo che da sempre sogno: essere libero e andare per il mondo, visitare tutti i luoghi della terra, dalla montagna più alta alla più oscura foresta, senza usare una tecnologia avanzata, mi basterebbe una bicicletta usata per pedalare, pedalare all’infinito visto che vorrei questo come destino: un destino un po’ strano, anche vago, ma questo ho sempre sognato. Un sogno per alcuni faticoso o per altri molto curioso, tuttavia lo seguirò davvero perché è il mio sogno sincero»
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