Stop fino a venerdì al pieno in autostrada
L’iniziativa di protesta riguarderà i distributori della rete autostradale. Faib: “in autostrada prezzi troppo alti, siamo fuori mercato. A rischio 6000 posti di lavoro”
Una attesa dai toni che si infiammano, separa queste ultime ore dall’inizio dello sciopero dei benzinai che partirà alle 22 di questa sera per terminare alle 6 del prossimo 19 luglio, venerdì. Lo sciopero riguarderà autostradali -tangenziali e raccordi cittadini compresi- rimarranno chiusi alle vendite.
Un provvedimento voluto dalle tre sigle Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl e Anisa Confcommercio che proprio oggi, 16 luglio, hanno diramato un duro comunicato di protesta per il clima volto ad impedire ai Gestori delle aree di servizio autostradali di esercitare il loro legittimo diritto di sciopero attraverso inaudite pressioni”
La denuncia è stata inviata per telegramma da Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio al Viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, chiedendo l’intervento a garanzia della sicurezza della categoria.
Lo sciopero vuole “ottenere prezzi dei carburanti più bassi e competitivi dai petrolieri e l’abbattimento delle royalty astronomiche pretese dai concessionari, oltreché il rispetto delle leggi e degli accordi vigenti per impedire la loro violenta ed ingiustificata espulsione dalle loro attività e dal settore” prosegue la nota.
Intanto della questione si occupano giornali, televisioni e radio. Proprio nel corso di un intervento a Radio Uno il presidente della FAIB Martino Landi ha spiegato che: “Gli interventi dell’ultimo periodo non hanno prodotto i risultati sperati per provvedere alla sofferenza dei gestori autostradali, il confronto col governo risale a un anno fa e non ci sono state risposte da parte delle aziende petrolifere nonostante le pressioni del governo". "Il governo – ha detto Landi- si è attivato ma non ha saputo gestire la partita del rispetto degli accordi tra aziende e gestori, a cui non vengono rinnovati gli accordi economici scaduti da anni. Negli ultimi due o tre anni la rete ha perso il 50% delle vendite per colpa di politiche sbagliate delle aziende che hanno applicato in autostrada prezzi troppo alti ai carburanti mettendo i gestori autostradali fuori mercato. Sono a rischio 6000 posti di lavoro”.
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