Gabriella Catanzaro, commissario esterno al liceo Ferraris
La docente dello scientifico Stein di Gavirate è stata nominata al liceo varesino. Per lei un ritorno tra "vecchi" colleghi
La nomina al liceo Ferraris di Varese in qualità di commissario esterno di italiano è per Gabriella Catanzaro un tuffo nel passato. Si tratta, infatti, della scuola dove ha insegnato prima di andare, cinque anni fa, all’Isis Stein di Gavirate.
Cos’è per lei l’ Esame di Stato?
E’ una sorta di rito collettivo che si ripete ogni anno e coinvolge alunni, amici e parenti dei maturandi, ma anche insegnanti che si trovano a dover esaminare o i propri studenti o alunni di altri istituti che cercano di informarsi sulla (presunta ) cattiveria del docente che si troveranno davanti poco dopo. Certo, il vecchio Esame di Maturità era un vero e proprio rito di iniziazione che sanciva il passaggio dall’adolescenza all’età adulta (pensiamo solo al nome: Esame di Maturità).Anche adesso, comunque, l’Esame negli studenti crea molta ansia che non deve essere sottovalutata.
Per il Commissario esterno rappresenta un momento di confronto con un’ altra scuola, con altre modalità di svolgimento dei programmi.
Nel mio caso si tratta di tornare in una scuola dove ho lavorato sei anni e dove incontrero alcuni colleghi che ho lasciato.
Come si deve preparare uno studente?
Si presume che lo studente abbia dedicato tutto l’anno alla preparazione di tutte le materie. Adesso è il momento di ripassare e di curare l’esposizione, senza trascurare il percorso o tesina che ha preparato.
E’ severa?
Assolutamente no! Cerco di fare in modo che gli studenti si sentano a loro agio.
Mi aspetto di trovarmi davanti alunni ben preparati e con buone capacità logiche ed espositive e sono sicura che non sarò delusa.
Quali argomenti della sua materia predilige?
Ovviamente ho i miei autori preferiti, come tutti. Tra gli autori di letteratura italiana Svevo, Pirandello e Montale e poi Seneca e Tacito tra quelli latini, ma mi adeguo ai programmi e alle scelte dei colleghi.
Cosa non deve fare uno studente e cosa lei non tollera?
Senz’altro lo studente non deve studiare all’ultimo momento o ripassare 15 ore di fila il giorno prima del colloquio senza chiudere occhio tutta la notte. Non serve a niente, se non a trasformare uno studente in uno zombi. Non tollero gli atteggiamenti da " furbetto del quartierino".
Quanto deve durare il colloquio orale?
Un’ ora o poco più, ma bisogna avere un po’ di elasticità. E’ giusto che lo studente possa esprimersi nel modo migliore.
Un consiglio per i ragazzi che incontrerà.
L’ esame non è un processo: state calmi, se potete.
Un consiglio per lo svolgimento delle prove scritte:
Usate pure tutto il tempo che avete a disposizione e non siate frettolosi nel consegnare gli elaborati
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