Il rock immediato dei Creedence

Willy and the poor boys era il loro quarto album

50 anni fa la musica

Chiudiamo l’anno con un disco che era in realtà uscito a novembre ma che ho lasciato un po’ come strenna natalizia. Anche i Creedence, come i Fairport, avevano pubblicato tre dischi nel 1969 completando una piccola metamorfosi dai lunghi pezzi degli esordi a dei formidabili 45 giri – spesso definibili come “doppio lato A” ad indicare che erano entrambi hits – di grande immediatezza rock’n’roll.

Di fatto l’America in loro aveva finalmente trovato i propri beniamini “alla Beatles”, capaci di sfornare successi a raffica: e a pensarci bene è molto “Sergentpepperiano” anche il titolo di questo disco, in cui i CCR si trasformano – suonarono anche all’Ed Sullivan Show come Willy and the poor boys – nella jug band che suona all’angolo della strada in cambio di qualche nickel. Ma, insomma, erano il perfetto gruppo da idolatrare per chi voleva cimentarsi, da solo o in gruppo, nell’eseguire le loro canzoni: non sto dicendo che non fossero belle – se sono rimaste così tanto nel tempo ci sarà pure un perché – ma in generale erano pochi semplici accordi, cosa che non si poteva più dire per la maggior parte del rock. Salvo poi chiudere questo ottimo disco con l’atipica Effigy che ci riporta ai loro esordi…

Curiosità: Fortunate Son fu un formidabile inno contro la guerra del Vietnam, ma parla in special modo contro gli imboscati perché figli di potenti. John Fogerty si ispirò al matrimonio fra il nipote di Eisenhower, David, e la figlia di Richard Nixon, Julie, celebrato alla fine dell’anno precedente: fra sposi ed invitati ci vedeva poca gente che sarebbe finita a combattere in Asia…

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Pubblicato il 19 Dicembre 2019
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