I frontalieri in Canton Ticino crescono ancora ma è presto per vedere gli effetti del Covid
Sono 67.311 i lavoratori frontalieri in Canton Ticino, più dello scorso anno con un trend di crescita che però potrebbe non tenere conto delle cessazioni dovute alla crisi determinata dalla pandemia
In Canton Ticino ci sono 67.311 lavoratori frontalieri, ovvero lo 0,8% in meno del precedente trimestre ma l’1,8% in più rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.
L’Istituto nazionale di statistica svizzero ha diffuso i dati sul numero di lavoratori frontalieri attivi nel secondo trimestre 2020.
Un periodo sul quale sono puntati gli occhi di molti analisti per comprendere come la pandemia possa aver influenzato i flussi di lavoro. Ma guardare nei nuovi numeri appena pubblicati per analizzare quanto l’andamento potrebbe essere stato modificato dall’emergenza Covid può essere fuorviante ed è lo stesso istituto a mettere in guardia.
I dati pubblicati oggi sono infatti provvisori: la pandemia Covid-19 potrebbe aver portato a un aumento del numero di cessazioni di attività dei frontalieri ma dal momento che alcuni di essi hanno mantenuto il permesso di lavoro, figurano ancora nel sistema d’informazione centrale sulla migrazione SIMIC del Cantone Ticino.
L’Istituto si riserva di verificare e correggere i dati retroattivamente al momento della pubblicazione del terzo trimestre 2020.
I dati pubblicati oggi, intanto, dicono che in tutta la Svizzera alla fine di giugno il numero di frontalieri stranieri con un permesso per frontalieri (permesso G) attivi in Svizzera era pari a circa 332mila.
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Poco più della metà di tutti i frontalieri era domiciliata in Francia (55,2%), mentre il 23,0% e il 18,4% rispettivamente in Italia e in Germania. Negli ultimi cinque anni il numero di frontalieri è salito da 297000 nel secondo trimestre 2015 a 332 000 nel secondo trimestre 2020, il che corrisponde a un incremento dell’11,6%.
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