Questione di fiducia alla Camera sullo “svuota carceri”

Lo ha annunciato all'Assemblea di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda durante una seduta molto tesa. Le parole si sono udite a fatica tra le urla provenienti dai banchi della Lega Nord

Il governo pone la questione di fiducia nell’Aula della Camera sul decreto legge “svuota-carceri”: lo ha annunciato all’Assemblea di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda durante una seduta molto tesa. Le parole del ministro si sono udite a fatica a causa delle urla "vergogna! Vergogna!" provenienti dai banchi della Lega Nord.
La seduta della Camera è stata poi sospesa: è stata convocata la conferenza dei capigruppo: dovrà decidere come proseguiranno i lavori dell’Assemblea di Montecitorio.
L’Italia dei valori ha annunciato che voterà contro la fiducia posta dal governo: "ci costringete a farlo ancora una volta. Sono state chieste troppe fiducie, siete sulla stessa media del governo Berlusconi con la differenza che questo governo non è politico e quindi deve essere quanto mai attento alle esigenze del Parlamento e dei deputati", ha dichiarato il deputato detto Fabio Evangelisti.
"Vi erano circa 600 emendamenti della Lega che aveva pienamente annunciato la sua attività ostruzionistica e, dunque, il voto di fiducia sul decreto era una necessità", ha replicato il Guardasigilli Paola Severino, uscendo dalla Camera. "Il problema è esclusivamente quello del tempo: credo che vi fossero tutti i requisiti perché questo decreto legge per alleggerire la tensione nelle carceri arrivasse a maturazione. Lo strumento era corretto e i tempi per il suo utilizzo li detta la legge".
La bagarre alla Camera arriva insieme ad alla notizia della condanna italiana. L’Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti umani per aver sottoposto un detenuto a trattamento "inumano e degradante". Una sentenza con la quale la Corte di Strasburgo – che ha condannato l’Italia anche a versare alla parte lesa un risarcimento di 10 mila euro – ha ribadito il principio secondo cui gli Stati hanno l’obbligo di assicurare che "tutti i carcerati siano detenuti in condizioni compatibili con il rispetto della dignità umana".

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Pubblicato il 08 Febbraio 2012
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