Anziani seminudi su Internet Il caso Columbus finisce in procura

L'esposto presentato questa mattina dall'assessore alle Politiche Sociali Hans Peter Orlini

Il “caso Columbus” finisce in tribunale. L’assessore alle Politiche Sociali della Provincia Hans Peter Orlini ha presentato questa mattina un esposto alla procura di Varese per segnalare alcune “irregolarità” del sito sulla casa di riposo di Cuvio.
Al centro dell’esposto una delle foto raccolte nel link “Avvenimenti simpatici”: un’anziana seminuda con il volto coperto circondata da infermiere sorridenti che viene alzata dal letto con un “sollevatore a norma Asl” come dice la didascalia. La foto ha un titolo scherzoso che, tra l’altro, fa nome e cognome dell’anziana ritratta.
Dire che l’immagine violi le norme sulla privacy è davvero il minimo ed è proprio su quest’aspetto che si è soffermato l’assessore provinciale.
«Che il sito della casa per anziani, autosufficienti e non, rimandi al sito personale del signor Mario Carnevali è di dubbio gusto ma certo non è contro la legge. Era invece nostro dovere segnalare alla procura quelle immagini che, a nostro giudizio, violano le norme vigenti sulla privacy e non solo».
L’ esposto è firmato da Hans Peter Orlini e dal dirigente dell’assessorato alle Politiche Sociali «Il nostro compito – spiega ancora l’assessore Orlini – è quello di rilasciare le autorizzazioni dopo avere valutato tutta la documentazione che viene presentata da chi vuole aprire una casa di riposo. Lavoriamo in stretta collaborazione con l’Asl che non abbiamo coinvolto nella questione legata alla Columbus perché nessuno ha fatto segnalazioni in merito al mancato rispetto delle norme sanitarie.
La nostra funzione è prevalentemente di controllo e di vigilanza e non c’è dubbio che la vicenda della Columbus abbia  contorni strani». Difficile provare il contrario visto che al sito   personale di Mario Carnevali, responsabile del centro residenziale, si accede anche attraverso quello della casa di riposo e che nel sito del “Migliore” (così si definisce lo stesso Carnevali) si possono aprire anche pagine pornografiche. Può essere cattivo gusto ma è non contro la legge.
Riguarda invece i dipendenti l’atteggiamento persecutorio nei confronti di chi si è iscritto al sindacato. E infatti la Cgil di Varese si è mossa e ha citato in giudizio l’imprenditore per attività antisindacale.
Da oggi, però, i problemi non arriveranno solo da quei sindacati che per Carnevali sono la rovina d’Italia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 novembre 2001
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