Bilancio approvato, ma An apre un caso politico

Maggioranza compatta, ma Cornacchia dichiara «Siamo contro gli aumenti alle tariffe». E il sindaco s' infuria

A notte fonda, finalmente, un sussulto.  Un piccolo brivido che ha increspato la monotonia di un consiglio comunale già interamente scritto. Un quasi autogol della maggioranza, un mezzo sgambetto politico; forse la ripicca a quanto successo poche ore in parlamento tra Publio Fiori, An, e il leghista Cè.  
Siamo alle dichiarazioni di voti finali: l’opposizione tira le fila del dibattito e boccia la manovra. La giunta ha già incassato l’ovvia adesione della Lega. Tocca al consigliere Cornacchia, An: «Siamo contro gli aumenti dei costi ai servizi previsti dalla manovra. Chiediamo all’assessore Soletta in futuro di evitare altri aumenti cercando nelle pieghe del bilancio le risorse necessarie». Il voto è comunque favorevole, ma quanto detto da Cornacchia basta ad avvampare il viso del primo cittadino che comincia ad agitarsi dal suo scranno. Addio collegialità, addio immagine granitica e compatta della giunta, sembra dire Fumagalli nelle sue esternazioni a denti stretti e lontano dai microfoni. 
E mentre il consigliere Pajetta esprime le intenzioni di voto di Forza Italia, l’opposizione quasi incredula si diverte: Cornacchia, richiamato all’ordine, rimane accucciato per cinque minuti dietro il tavolo della giunta a subire le ire del sindaco. 
Si chiude, così, con qualche imbarazzo la seconda tranche di discussione sugli emendamenti alla manovra 2004.  Una discussione scontata: bocciati tutti gli emendamenti dell’opposizione. Passa l’emendamento di An che storna 75mila dai lavori di arredo di piazza Beccaria a favore di un nuovo intervento in Largo Martiri della Libertà. Sorte negativa anche per i sei ordini del giorno proposti dalla minoranza, compresi quelli che chiedono la riduzione delle indennità agli amministratori e dei compensi per i componenti di C.d.A. di enti e società partecipate a maggioranza dal Comune di Varese. Passa invece quello leghista che impegna la giunta ad arrivare all’abolizione del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, limitatamente ai passi carrai. 
Poi le dichiarazioni di voto finali: Fassa incalza: «La maggioranza che ha promesso in campagna elettorale trasferimenti ingenti da Roma, ha blandito e solleticato gli elettori con promesse vane. È questo il federalismo promesso, auspicato, conclamato, è questa la sussidiarietà? Se dieci anni fa l’amministrazione leghista avesse presentato un bilancio simile, proprio la Lega lo avrebbe sdegnosamente rifiutato». La requisitoria dell’ex primo cittadino prosegue: «È un bilancio fortemente simbolico – continua Fassa – è la dimostrazione che un accordo partitico, non politico tiene in piedi questa maggioranza. Una giunta priva di bussola, che vive di accordi extraconsigliari». 
Per i Ds «si tratta di un bilancio non degno di una città come Varese, non è un bilancio di sviluppo».  Ma anche il capogruppo Cacioppo insiste nel metodo consigliare: «La maggioranza vota per fedeltà, senza esprimere identità politiche precise. Questo consiglio è la morte della democrazia partecipativa». Molinari, Margherita, è tra quanti critica il contro bilancio presentato provocatoriamente da Soletta, la sera precedente; quello virtuale fatto in base agli emendamenti dell’opposizione. Un bilancio irragionevole, secondo l’assessore. «Mi consenta – dichiara Molinari – ma il primato delle soluzioni possibili non è monopolio di chi comanda. Mi sembra azzardato e demagogico pensare che i nostri emendamenti avrebbero fatto sforare il bilancio di 15 milioni di euro se accolti. Se fossimo stati noi al Governo avremmo fatto scelte in grado di ottenere il pareggio partendo da priorità diverse rispetto a quelle dell’attuale maggioranza. Priorità scelte sulla base di valutazioni politiche, come quelle che avete fatto voi, e che ci rappresentate come "semplici scelte ragionevoli».
«L’unica alternativa per questa amministrazione – aggiunge Zappoli di Rifondazione – è tra l’aumento delle tariffe e il taglio dei servizi. Una semplificazione dei problemi che non è adeguata ai bisogni della città. Una manovra liberista. Soletta dimostra di avere il braccino corto quando si tratta di spendere e la mani lunghe se si tratta di metterle nelle tasche dei cittadini». Poi l’elogio di Ossola, della Lega, il voto positivo di Forza Italia e il mezzo papocchio di Cornacchia. Passa, infine, la manovra: con 25 voti a favore e 12 contrari. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 aprile 2004
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