“L’indennizzo diretto avrà vita breve”

Le novità introdotte dal codice delle assicurazioni private in materia di Rc auto fanno discutere. Pubblichiamo il commento del vicepresidente di Aneis

Le novità introdotte dal codice delle assicurazioni private in materia di Rc auto e di indennizzo diretto fanno discutere anche al di fuori dei confini della provincia. Dopo aver letto il nostro articolo Stefano Mannacio ci ha inviato le opinioni del vicepresidente dell’associazione nazionale esperti di infortunistica stradale (Aneis) di Bologna in merito al nuovo strumento introdotto dalla disciplina. Pubblichiamo il suo commento ed in particolare la sua risposta ad un comunicato diffuso da Adiconsum decisamente favorevole all’introduzione dell’indennizzo diretto.

Adiconsum perde ancora una volta l’occasione di tacere e si scaglia con energia, degna di miglior causa, contro il disegno di legge d’iniziativa di alcuni Senatori di Alleanza Nazionale e volto ad abrogare i criticabili articoli 149 e 150 (gli articoli che introducono il risarcimento diretto del danno ndr) del nuovo codice delle Assicurazioni.
Ebbene: avrebbe potuto risparmiare tempo e inchiostro perché purtroppo il provvedimento in parola avrà vita brevissima per il semplice fatto che a giorni verranno sciolte le Camere.
Avrebbe dovuto comunque tacere perché sa bene, molto bene, che sino ad oggi ha appoggiato pedissequamente tutti i provvedimenti governativi volti a mortificare i diritti delle Vittime della Strada senza mai pretendere un concreto impegno delle compagnie ad una riduzione delle tariffe.
Ci attendevamo una riga, un cenno, una sola parola in merito dopo la pubblicazione della bozza del regolamento di esecuzione.
Solo il Consiglio di Stato, nel più totale silenzio delle Associazioni dei Consumatori , ha invitato il Governo a rendere meno generico l’articolo 14 delineando con precisione i meccanismi relativi alla riduzione delle tariffe a fronte “dell’evidente restrizione dell’area del danno risarcibile”.
Attendiamo quindi con curiosità di leggere l’appello del CNCU rivolto ai presidenti delle Commissioni Parlamentari interessate e al Vicepresidente del Consiglio.
Il CNCU dovrebbe preliminarmente spiegare bene quale è stato il suo ruolo nel concepimento e nel varo di tutti i provvedimenti legislativi e ministeriali in materia di RCA dal 2000 ad oggi.
Dovrebbe poi chiarire come mai tutte le norme appoggiate con entusiasmo (Legge 57/01, legge 273/02, Decreto del Ministero della Salute del 3/7/2003) e che hanno mortificato i sacrosanti diritti delle Vittime della Strada, non abbiano prodotto alcuna diminuzione dei livelli tariffari ma addirittura un loro spropositato incremento.
Le Associazioni dei Consumatori chiariscano inoltre i motivi per i quali è stato nominato un fiduciario di un importante gruppo assicurativo per partecipare, a nome del CNCU, a quella commissione medica che dovrà stabilire i barèmes delle invalidità gravi o gravissime.
Ma se esiste ancora un elementare senso della misura, Adiconsum e il CNCU tacciano e si occupino finalmente di altre questioni.

Dr. Francesco Mannacio
Vice Presidente

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 febbraio 2006
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