Stragi naziste, la Cassazione condanna lo stato tedesco

E' la prima volta che per un eccidio nazista viene chiamato a rispondere il governo di Berlino. Si apre la strada a 10mila cause

La cassazione ha condannato per la prima volta lo stato tedesco a risarcire le famiglie delle vittime di una strage nazista. Si tratta di nove familiari di civili assassinati nelle stragi di Civitella, Cornia e San Pancrazio, il 29 giugno del 1944 e che portò alla morte di 203 persone. La Cassazione ha respinto il ricorso con il quale la Germania contestava di poter essere chiamata a risarcire danni a suo avviso già ‘coperti’ dal trattato del 1947 e dagli accordi di Bonn del 1961.
E’ una decisione che, dal punto di vista giuridico, rappresenta una svolta e apre la strada a circa 10.000 cause di vittime del nazismo.
Finora c’erano state solo delle sentenze nelle cause civili per risarcimento danni chiesto dai cosiddetti ‘schiavi di Hitler’. Nessun altro paese al mondo – ha rilevato l’ avvocato della Germania, Augusto Dossena – ha mai intentato cause di risarcimento nei confronti della Germania applicando la clausola dell’ immunità.

Le stragi naziste erano state sempre commemorate in Italia, ma dopo i trattati e le amnistie per i fascisti nell’immediato dopoguerra, i tribunali non si erano più occupati di questi casi. Fino a quando, le procure militari ricominciarono a indagare, anche a prtire dal ritrovamento di un armadio con 695 fascicoli, in uno sgabuzzino delle procura generale militare di Roma. 
Dentro c’erano  i nomi dei responsabili di buona parte delle stragi compiute in Italia tra l’inverno del 1943 e la primavera del 1945, tra cui le Fosse Ardeatine, Marzabotto, S.Anna di Stazema, la strage che è stata appena portata sul grande schermo dal regista americano Spike lee.
Tra i nomi, ad esempio, quelli di Walter Redee ed Erik Priebke o Micheel Seifert, il boia di Bolzano.  L’armadio della vergogna, come è stato ribattezzato, rimase per anni dimenticato, a causa della collocazione internazionale di Italia e Germania, alleaete nella Nato.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 ottobre 2008
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