A Palazzo Cicogna “un grande sì alla vita”

Una risposta ad alcune delle tante domande di bioetica che i giovani, e non solo essi, si pongono oggi sui grandi problemi della vita





La mostra "Un grande sì alla vita", che si terrà a Palazzo Cicogna dal 27 settembre al 18 ottobre, è il frutto dell’esperienza vissuta da parte del Centro di Aiuto alla Vita di Busto Arsizio (più di 500 bambini aiutati a nascere, più di 1000 mamme aiutate in vent’anni di attività) e di quella maturata all’interno dei corsi di bioetica tenuti presso le classi del Liceo Scientifico Statale “Arturo Tosi” dove insegna Storia e Filosofia il principale curatore di essa, Giovanni Rimoldi, che si è avvalso in primis della collaborazione della moglie Anna, anch’essa insegnante. Ha come sottotitolo: Dallo stupore all’accoglienza della vita: la dignità della persona umana fin dal concepimento.

La mostra, ideata e realizzata all’interno del CAV e per il cui contenuto sono stati consultati degli esperti, vorrebbe essere una risposta ad alcune delle tante domande di bioetica che i giovani, e non solo essi, si pongono oggi sui grandi problemi della vita. Proprio per questo intento educativo, allegato alla mostra è stato pubblicato presso la casa editrice Ares un agile volumetto-catalogo, che ha come sottotitolo 28 quadri di bioetica, recentemente presentato allo stand del Movimento per la Vita presso il Meeting di Rimini, con la partecipazione di Mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino e Montefeltro, già professore di Teologia presso l’Università Cattolica.

 

Il metodo che anima la mostra e il conseguente libro-catalogo è quello indicato dall’enciclica «Fides et ratio» di Giovanni Paolo II. «La fede e la ragione – ha scritto questo grande papa, che ha difeso strenuamente i valori della vita – sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità». Oggetto della mostra è quindi la ricerca della verità nei confronti dei grandi temi e dei grandi interrogativi di carattere bioetico concernenti in particolare la prima fase della vita umana, dal concepimento alla nascita. Questi vengono analizzati in termini razionali, con il contributo determinante della scienza e della filosofia, ma con una prospettiva verso l’infinito con cui la fede valorizza la realtà dell’uomo.

A tal fine molto utili sono stati anche gli inserti è vita sistematicamente pubblicati, a partire dal 2005, da Avvenire. Questi inserti sono stati stimolo per un approfondimento basato sulla ricerca degli originari documenti di carattere scientifico, filosofico e teologico. Ogni argomento è di conseguenza supportato dalla relativa bibliografia, da cui sono state ricavate le affermazioni. Composta da 28 pannelli (plastificati e facilmente trasportabili, 2 mt x 0,85)  dopo una parte introduttiva, riguardante la presentazione del nostro CAV e un grande medico scienziato di fama internazionale, amante della vita, Jérôme Lejeune, la mostra inizia con un problema di carattere filosofico: L’uomo: persona o il più evoluto degli animali?

Dalla risposta a questo tema di carattere ontologico si traggono conseguenze di carattere bioetico. Così, dalla constatazione di un dato di fatto: Tutti siamo stati embrioni derivano due prospettive: quando la scienza accoglie la vita con il rispetto dell’uomo come persona fin dal concepimento; quando la scienza non rispetta la vita con l’utilizzo e la distruzione di esseri umani, quali sono gli embrioni.

Alla risposta motivata a questo problema segue un pannello con immagini che scandiscono la crescita del bambino nell’utero della madre: La vita umana prima meraviglia

Dallo stupore per la vita ne consegue il tema dell’accoglienza della vita con il problema della qualità della vita e del diritto alla vita. Di conseguenza viene analizzato il tema dei bambini neonati portatori di disabilità e il tema del figlio: diritto o dono? con le problematiche della sterilità umana e della procreazione assistita, della diagnosi prenatale e del rischio dell’eugenetica.

Dalla risposta alla domanda sul figlio diritto o dono, si apre il grave problema dell’aborto: perché mascherare la verità di un dramma? Esiste il diritto all’aborto?

La mostra termina con l’analisi di due tematiche fra loro connesse: l’emergenza educativa determinata dalla pillola del giorno dopo, la famiglia come luogo di accoglienza della vita.

Tutta la mostra è intervallata da testimonianze (7 pannelli) che danno valore agli insegnamenti in essa contenuti: sono testimonianze di vita frutto dell’impegno del nostro Centro di Aiuto alla Vita.

Inaugurazione mostra: domenica 27 settembre 2009 – ore 16.00
Orari: da martedì a sabato 15.00 – 19.00 domenica 10,00 – 12.00 / 16.00 – 19.00 ( lunedì chiuso )
visite guidate scolastiche: nei giorni martedì e giovedì 9.30 – 12.30
su appuntamento recapito telefonico per visite guidate: 329 7835207




di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 settembre 2009
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