Il Pgt scalda il dibattito politico

Giovedì 12 novembre alle 21 nella sede della biblioteca si parla del futuro del paese con la partecipazione dell’architetto Ovidio Cazzola

Appuntamento con il gruppo consiliare d’opposizione “Obiettivo Comune” per spiegare il Pgt di Casciago. Giovedì 12 novembre alle 21 nella sede della biblioteca si parla del futuro del paese con la partecipazione dell’architetto Ovidio Cazzola. Sul blog www.casciagonotizie.blogspot.com si possono leggere tutte le informazioni e le notizie diffuse sul paese. Di seguito pubblichiamo l’intervento di presentazione della serata di giovedì a cura dell’ex sindaco Andrea Zanotti:
 
Per prima cosa ci preme far rilevare che l’inizio della procedura di attivazione del PGT è stato dato nel mese di agosto, come gruppo ci si è già espressi sull’opportunità che una fase così importante, come sopra spiegato, sia stata sottovalutata dall’Amministrazione comunale che sul punto ha avuto un comportamento politicamente censurabile.   E’ da sottolineare che la redazione del Piano di governo del Territorio avrebbe avuto bisogno di un ben più ampio dibattito e che lo stesso non fosse confinato nelle segrete stanze dell’Amministrazione Comunale mantenendo un bassissimo profilo rendendo di fatto esclusa, visti i tempi e il periodo proposto per l’invio dei contributi dei cittadini, la possibilità di dare un effettivo contributo alla redazione di un Piano di sviluppo urbanistico che condizionerà nei prossimo anni la vita di queste e delle generazioni future.
Il gruppo obiettivo comune ha formulato una proposta di contributo al PGT teso a conservare il territorio del Comune di Casciago, sostanzialmente integro e a migliorare la vivibilità del paese.
La “conservazione” in urbanistica deve essere un valore, non un difetto, ovviamente si ragiona di una conservazione dinamica che deve essere sempre commisurata ai bisogni della comunità, significa crescere e svilupparsi con moderazione, rispetto delle identità e della cultura presente sul territorio. In poche parole investire nella Politica del “vivere meglio”, intesa come politica al servizio del cittadino ed in grado di offrire risposte alla Comunità. Non si possono fissare obiettivi velleitari tentando sperimentazioni capaci di produrre danni irreversibili al territorio e alla qualità urbana. Casciago non va rivoltata con investimenti immobiliari anche se di lusso, ma va valorizzata. Infatti, si fa molta confusione tra la qualità urbana e l’edificazione lussuosa.
Nel vigente PRG vi era inserita la previsione di un Parco Locale denominato “Parco dei solchi fluviali”. Tale Parco nasceva oltre che dalla necessità di preservare e consegnare alle generazioni future una parte di territorio integro con terreni agricoli, boschi, torrenti, ecc. anche dalla possibilità di unire una ben più vasta area vincolata che andasse dal lago di Varese, con gli alvei di torrenti
Valle Luna e Tinella, fino al Parco Regionale del Campo dei Fiori. Tutta questa area necessita quindi di essere conservata, limitando il peso di insediamenti, soprattutto abitativi, alle reali necessità agricole. Gli interventi attuabili nelle previsioni di un buon P.G.T. dovranno quindi operare prevalentemente sul recupero ed il riuso degli edifici dismessi, incrementando realmente le aree verdi fruibili dai cittadini, creando anche delle centralità interne alle frazioni. Non si può dimenticare la necessità di procedere al recupero degli edifici nel centro storico sia dal punto di vista della qualità architettonica, che nel consentire l’uso di tecniche volte al risparmio energetico. È altresì necessario attuare politiche che premino e difendano i pochi negozi di vicinato oramai rimasti. nonché di procedere con piani di valorizzazione culturale e paesaggistica volti a tutelare:
Area di S.Eusebio; Parco di Villa Valerio, Villa Pirelli, Tre Valli, ecc, nella parte alta di Casciago; Valli Tinella e Luna; Area della zona Ronco, Mottarone; Area Scerei, Area Villa Stampa; Area Pinera; Area La Vigna.
 Risulta, tra altre proposte, importante incentivare le attività integrative dell’agricoltura, partendo dalla anche dalla considerazione che in un comune di cintura dell’area Varesina, le aziende agricole di almeno un ettaro, o esercitano attività molto specializzate legate al mercato urbano (serre, orti, colture da reddito, lavorazione dei prodotti agricoli, zootecnia) oppure svolgono un’agricoltura sussidiaria svolta da impiegati e pensionati cittadini che hanno riscoperto il mestiere dei propri genitori, ed integrano con attività agricole part-time un’altra fonte di reddito, che contribuiscono a salvare dall’abbandono molte terre o aziende che non avrebbero un’autonoma motivazione economica , producono un reddito addizionale, seppur di consumo locale, e propongono uno stile di vita sano, parco, di integrazione tra città e campagna, Se incentivate ed educate, queste caratteristiche potrebbero sviluppare anche a Casciago un modello insediativo e
turistico originale, della qualità del cibo e del vivere sano, tra città e campagna, tra lago e colline, tra città e centri storici.
Nell’ottica di tutela del territorio, impedire la prosecuzione della prevista Tangenziale di Varese nel territorio di Casciago, non solo perche l’attuazione di tale infausta previsione pregiudicherebbe il territorio di Casciago in maniera irreparabile, trasformando Casciago nella periferia di Varese, ma anche perché una tale opera non avrebbe vantaggi significativi alla viabilità locale e, in ultimo ma non per ultimo, considerando che la stessa andrebbe ad immettersi in un’arteria viabile (S.S. Varese Laveno) di per sé già congestionata gli unici ad avvantaggiarsi altri non sarebbero che i grandi esercizi commerciali insediati in Masnago, prima di tutti l’Essellunga, stessa con ricadute negative non solo per il traffico che si concentrerebbe in maniera massiccia alla rotonda, ma altresì’ per le realtà economiche locali, già fortemente penalizzate dalla presenza della grande distribuzione. Non convince l’obiezione svolta in merito alla pericolosità delle strade in relazione al traffico pesante, traffico di per se contenuto, se rapportato al traffico dei mezzi privati o di piccolo calibro, poiché a tale pericolosità si può ed anzi si deve far rimedio, completando le realizzazioni dei marciapiedi pedonali lungo l’intera rete comunale, non solo lungo la via Mazzini, ma anche lungo la Strada Statale e la via Maroni in Morosolo.  
In conclusione, il Gruppo Obiettivo Comune, anche in seguito alla scarsa visibilità sul territorio e ai tempi stretti di divulgazione e informazione riservati chiede che il termine previsto del 17 ottobre 2009 non sia perentorio ma procrastinato più avanti, per permettere a tutti i cittadini una più ampia partecipazione; auspicando che le proposte sopra formulate siano accolte, ritiene altresì che il PGT debba essere pensato come strumento per la tutela del territorio esistente con l’inserimento di elementi di dinamicità finalizzati :
Alla conservazione degli elementi di naturalità e del paesaggio, Al miglioramento della qualità urbana, Allo sviluppo qualitativo e quantitativo dei servizi pubblici a disposizione dei residenti, Alla valorizzazione del patrimonio artistico e residenziale esistente, Alla dotazione delle infrastrutture idonee per assecondare lo sviluppo equo del territorio.
 
Andrea Zanotti

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 novembre 2009
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