Albertini scrive a Berlusconi: “Non mi ritiro”

Lettera aperta del candidato alla presidenza delle Lombardia al Cavaliere. Il principale ostacolo è l'alleanza con la Lega, "movimento demagogico e con programmi antieuropei"

Gabriele Albertini Egregio Presidente e simpaticamente Giove Ottavio Massimo, 

mi scuso per non averti anticipato, a voce o per iscritto, le decisioni che, inopportunamente, hai invece appreso dalle mie dichiarazioni pubbliche. Il “candidato” è già “sequestrato” dallo staff e ieri è stata, come altre saranno, una giornata frenetica.
 
Come ti ho già accennato, nel corso della cordialissima telefonata di ieri, presente Angelino Alfano, non condivido che il partito che hai fondato, devii dalla linea popolare ed europeista, per aderire ad un’alleanza con la Lega Nord, movimento con connotati demagogici e programmi populisti e antieuropei. Però posso spiegarti le ragioni per le quali, spero con tutto il garbo di cui sono capace, ho rifiutato di acconsentire alla tua richiesta di ritirarmi dalla competizione elettorale e alla tua generosa offerta di candidarmi al Senato della Repubblica come capolista in Lombardia. 
Gli eredi di De Gasperi, di Schuman, Adenauer possono allearsi con chi raccoglie firme per indire un referendum per uscire dall’Euro?
Ciò può essere dettato da ragioni di convenienza elettorale, certo non di coerenza politica.
Il potere, mi hanno insegnato, è un mezzo e non un fine del nostro servire le istituzioni.
Nella tua generosa intervista, nel libro di Roberto Gelmini: “L’onestà del Potere” così rispondi all’autore : « che ruolo vede per Albertini nella politica italiana? Quello che lui deciderà di assumere, Gabriele è senza dubbio una risorsa importante della quale non faremo a meno».
Le circostanze non ti hanno consentito di adempiere a questo auspicio, che mi aveva davvero inorgoglito e commosso, lo comprendo e provo solo riconoscenza per averlo lasciato scritto, dopo averlo letto. Anche se da risorsa importante sono diventato un “Inconveniente”, capisco che lo scacchiere del potere muova così le sue pedine…
Comprenderai che, a mia volta, non potrei tradire, né lo vorrei fare comunque, per le altre e diverse ragioni sopra esposte, le migliaia di cittadini lombardi e non che mi hanno scritto e parlato per incoraggiarmi, gli oltre 300 amministratori che mi hanno assicurato il loro appoggio, anche persone generose che hanno già versarti, o lo faranno presto, ingenti finanziamenti per la campagna , i candidati che si sono offerti di correre con me questa corsa…
Nell’ultima circostanza in cui ci siamo incontrati di persona, sia pure con centinaia di colleghi, avevi mostrato i dati di un sondaggio commentandoli: “il 36% ci vota ancora, il 54% si è rifugiato nell’astensionismo, il 10% esprime la sua protesta votando Grillo” esordisti davanti ai gruppi parlamentari di Camera e Senato del Parlamento europeo lo scorso giugno. Alla successiva domanda: “Prenderebbe in considerazione l’ipotesi di ritornare a votarci? E se sì, a quale condizione? la risposta con percentuale di adesione di oltre l’80% è stata positiva” – dicesti – e le condizioni, in ordine di priorità, due: persone credibili e programmi chiari e coerenti".
In Lombardia, vorremmo applicare , sulla base della tua analisi, la terapia che non hai ritenuto o potuto praticare: “persone credibili, programmi chiari e coerenti ispirati all’agenda europea”.
I sondaggi che ti ho trasmesso ci confortano. Non è velleitario pensare di unire tutti i moderati ( difficile immaginare la “moderazione” della Lega e di Vendola) e puntare a vincere.
Il “Voto di schieramento” (Ambrosoli) primo classificato, può essere superato dal voto di opinione, il nostro, secondo classificato. Quanto al voto d’appartenenza (Maroni) è già dietro.
Un margine recuperabile ci separa dalla vittoria.
Ma vinceremo comunque perchè non ci siamo rassegnati a non fare la nostra parte per dare una risposta a chi chiede “persone credibili e programmi chiari e coerenti”.
 
Un abbraccio
 
Gabriele Albertini

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 dicembre 2012
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