Ho visto maREAdona

Se un difensore scarta i colleghi avversari e scavalca il portiere per il gol decisivo, la copertina della nostra rubrica viene assegnata in automatico. Ma il giocatore del Varese non è la sola grande sorpresa del weekend sportivo

(d. f.) Difensori che si trasformano in dribblomani e segnano gol partita bellissimi; schiacciatrici di riserva che diventano regine per una notte, quella più attesa dai tifosi; squadre fatte in casa che puntano a salvarsi e si ritrovano quasi in testa alla classifica. Dopo un weekend sportivo simile il Pagellone si riempie di voti alti, tanto da rendere difficile bocciare qualcuno o qualche squadra. E allora, a sorpresa, dietro alla lavagna torna la Pallacanestro Varese capolista di Serie A: forse ci siamo bevuti il cervello, forse però abbiamo ragione noi. 

Pagellone numero 102 del 10 dicembre 2012

Angelo Rea 8,5 – Non ce ne voglia Diego Armando – ma tanto non crediamo ci legga – e neppure Achille Polonara cui il PalaWhirlpool dedica il celebre coro del "Pibe de Oro". Questa volta usiamo una delle strofe più famose dello sport per omaggiare la partita e soprattutto il gol-vittoria del difensore del Varese, trasformatosi per un istante in giocoliere dell’area piccola (in attacco, intendiamo…). Stop, dribbling tra due uomini, colpo sotto sull’uscita bassa del portiere, rete che decide la partita. Con il destro, a differenza di Maradona. Si era preso qualche votaccio in altre occasioni (leggi l’espulsione di Cesena), questa volta si rifà con gli interessi.

Gilda Lombardo 8 – Per una volta lasciamo da parte il nome – chissà in quanti le avranno ricordato Rita Hayworth, a cui peraltro ha poco da invidiare in fatto di fascino – e concentriamoci sul cognome: forse era destino che fosse proprio lei, venuta dalla lontana Sicilia, a decidere un derby mai così "lombardo" tra Busto Arsizio e Villa Cortese. Non ci avrebbe scommesso proprio nessuno, neanche lei, figuriamoci Caprara che l’aveva allenata a Novara due stagioni fa. Ma nel cilindro del mago Parisi c’è davvero di tutto, e la Unendo Yamamay dell’ultima settimana rivaluta anche uno dei più consumati luoghi comuni dello sport: "abbiamo dodici titolari…"

Paolo Piazza 8 – C’è una squadra di basket, a Varese, capace di stroncare avversarie ben più quotate e di lottare a suon di canestri per le primissime posizioni del campionato. Però non è (solo) la Cimberio: parliamo della Robur allenata dal tecnico brianzolo, degno erede di gente come Zambelli e Garbosi, due che con l’Abc hanno sciorinato stagioni memorabili nel recente passato. A farne le spese anche Marostica, capolista del girone fino a quando ha incocciato contro il quintetto gialloblu che ha concesso ai rivali la miseria di 37 punti. Non possiamo sapere se durerà, di sicuro sappiamo che ora la partita con la Robur, per tutte le partecipanti alla DNB, sarà di quelle segnate con il circolino rosso. Come un gran premio della montagna hors categorie (e con questa accontentiamo anche capitan Tino Rovera, grande appassionato di ciclismo).

Michele Bonfanti 5,5 – Non è colpa della sua prova se la Pro Patria non è riuscita a battere il Bassano (voto basso a Rastelli: tutti dietro la linea del pallone) perché Bonfanti non è incaricato di segnare gol ma piuttosto di evitarli. Contro i veneti però, il terzino tigrotto ha rappresentato una sorta di valvola di sfogo per Berrettoni e compagni. Come dire: siamo in una pentola a pressione (il possesso palla della Pro) ma sappiamo dove andare a sfiatare (sulla corsia presidiata – si fa per dire – dal difensore biancoblu). Un paio di suoi lisci fanno venire i primi capelli bianchi al 19enne Sala che per fortuna o se la cava, o viene graziato.

Scarpette Rosse 4 – A prima vista questo voto sembra essere la sfida lanciata dalla Cimberio all’Olimpia Milano con quasi due settimane d’anticipo. Invece la macchia sulla pagella va proprio alla società varesina che tra i gadget di Natale ha pensato proprio a un paio di scarpe colorate come quelle che hanno reso celebri gli "eterni rivali". Per carità, non giudichiamo né la qualità (ci dicono sia alta, al pari del prezzo) né il disegno né tantomeno l’idea: da questo punto di vista il marketing di piazza Montegrappa sta lavorando alla grandissima. Ma le scarpe rosse, no davvero. Anzi, secondo noi puzzano anche… 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 dicembre 2012
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