Luci e canti per il rito di Santa Lucia

Un concerto suggestivo, al lume delle candele, festeggia la santa della luce che annuncia il Natale. L'appuntamento è per domenica 23 dicembre alle 21 presso la chiesa dei SS. Quirico e Giulitta con il Coro "Sine Nomine Città di Varese"

Domenica 23 dicembre alle 21 a Ternate presso la chiesa dei SS. Quirico e Giulitta il Coro da Camera "Sine Nomine Città di Varese", diretto da Giuseppe Reggiori, eseguirà il Rito di Santa Lucia secondo la tradizione svedese e carols tradizionali di Natale. Il suggestivo concerto, al lume delle candele, festeggia la Santa della luce che annuncia il Natale. 

La tradizione svedese di Santa Lucia - Il 13 dicembre in Svezia, non é un giorno come tutti gli altri: é Santa Lucia, grande festa in tutto il paese. Vestita di bianco, con una corona di candeline accesa in testa: ancora oggi al nord la si ricorda così. Secondo il vecchio calendario il 13 dicembre era la data del solstizio, ovvero la giornata più breve dell’anno. Serviva dunque una "santa della luce" per garantire che sole e calore sarebbero presto tornati a dare vita al mondo, e Santa Lucia arrivava proprio al momento giusto. Tanti anni fa Re Canuto di Svezia proclamò che il Natale sarebbe durato un mese, dal 13 dicembre – all’epoca giorno del solstizio d’inverno – al 13 gennaio, giorno appunto di San Canuto. Non si sa bene perché Lucia, una santa siciliana, sia cosi onorata nella lontana e fredda Svezia. Alcuni asseriscono che abbia visitato personalmente il paese, cosa assai difficile per l’epoca; più probabile è che furono i missionari cristiani e gli emigrati a diffonderne il culto. Qualunque sia l’origine, gli svedesi dimostrarono subito molto amore per Lucia, ”colei che porta luce” (il nome Lucia deriva dal greco lyke e dal latino lux, lucis che significano luce), proprio il giorno del ritorno del sole e della vita. Ancora oggi in tutta Europa il 13 dicembre e’ festeggiato da grandi falò, sfilate con fiaccole e cerimonie in cui si accendono candele. Tutto per simboleggiare la vittoria della luce sull’oscurità e sul male.
La storia di questa santa ravviva le lunghe serate invernali. Lucia fu una delle prime cristiane, in un periodo in cui i discepoli di Gesù erano ferocemente perseguitati ed erano costretti a nascondersi per pregare. Si ritrovavano perciò nelle catacombe e, di notte, Lucia portava loro di nascosto qualcosa da mangiare. Per vedere meglio la strada al buio e, allo stesso tempo avere le mani libere per trasportare cibi e bevande, Lucia si metteva in testa una corona di candele accese. Un giorno i soldati dell’imperatore di Roma la catturarono e la uccisero, ma le sue buone azioni non furono dimenticate; la Chiesa la proclamò Santa.
Non solo in Svezia, ma anche in Scandinavia e Norvegia la festa è molto sentita e nelle abitazioni nordiche, la mattina del 13 dicembre, una giovane si alza, indossa un abito bianco immacolato e si aggiusta una corona di candeline accese sul capo. Poi si appresta a cantare il classico repertorio di canzoni dedicate all’oscurità dell’inverno e alla luce che sta per fare il suo ritorno, svegliando così tutta la famiglia: l’idea è quella di portare la luce delle candele a illuminare la casa prima del levarsi del sole.
In Svezia i riti di santa Lucia hanno uno spazio molto particolare: nelle case è tradizione che la figlia più giovane, sempre con veste bianca e corona luminosa, svegli i genitori offrendo loro dolci e caffè. Il momento culminante è quando il coro canta la canzone di Santa Lucia.
In Svezia i festeggiamenti del Natale cominciano la notte di Santa Lucia (tra il 12 e il 13 dicembre), cucinando pane e biscotti allo zenzero. La mattina dopo, le bambine più piccole si vestono da Santa Lucia, con un lungo vestito bianco e una cintura rossa, mentre i bambini in camicia bianca, per raffigurare le stelle; portano su un vassoio caffè caldo e panini al resto della famiglia ancora a letto, mettendo sul vassoio anche il famoso "Julbock" il caprone di Natale, legato con fili rossi.
Per ricordare che i primi ad accogliere il messaggio degli angeli furono i pastori, gruppi di ragazzi usano vestirsi da pastori e vanno di casa in casa augurando God Jul.

Coro da camera Sine Nomine-Città di Varese
Il coro da camera Sine Nomine si è costituito nel 1990 per iniziativa del suo attuale direttore Giuseppe Reggiori. Da allora l’Ensemble ha svolto un’intensa attività concertistica eseguendo, fino ad oggi, oltre 150 concerti per importanti Enti ed Associazioni Musicali di diverse città d’Italia, esibendosi anche in Svizzera, in Germania e in Francia.
Nel 1995 si è aggiudicato il primo premio assoluto al Concorso Internazionale “Città di Tortona” (AL). Nel 2005 il coro da camera Sine Nomine di Varese è stato selezionato per il 41° Festival Corale Internazionale di Montreux, ottenendo il diploma di merito “très bien”.
Dal 1995 ha collaborato con la Camerata Polifonica di Milano, il Quintetto di Ottoni Italiano, il Vokalkreis Reinbeck (Germania), l’orchestra da camera di Engelberg (Svizzera), la clavicembalista Emilia Fadini (conferenza-concerto), l’orchestra dell’Università degli Studi di Milano ed il direttore d’orchestra Helmut Imig (Kontzertgebow di Amsterdam, London Sinfonietta…), l’orchestra sinfonica “G.Verdi” di Milano e l’orchestra da camera “I Musici Estensi”.
Il coro Sine Nomine è stato invitato dall’orchestra sinfonica “G.Verdi” di Milano a partecipare all’integrale delle cantate profane di J.S. Bach per la stagione musicale 2003/04.
Nel 2004 ha partecipato ad un seminario sulla musica corale jazz tenuto da Lone Larsen (Danimarca) e dal celebre sestetto “Vocation” di Stoccolma (Svezia).
Nel 2005 ha eseguito insieme con l’orchestra sinfonica G. Verdi di Milano l’opera di H. Purcell, “The Fairy Queen” con i solisti della della Yale University di New Haven (Stati Uniti) e sempre nello stesso anno la prima esecuzione assoluta dell’oratorio di Angelo Bellisario “La signora di Monza” diretto dallo stesso compositore presso il teatro Manzoni di Monza, della quale è uscito un DVD.
Nel 2007 ha partecipato al concorso nazionale “F.Gaffurio”, ottenendo la medaglia e la fascia di merito “oro” per la sez. polifonia con programma monografico e il primo premio assoluto per la sez. “Gran Premio Gaffurio”, nonché il premio per il miglior programma presentato.

Nel 2001 ha inciso la commedia harmonica il “Festino nella sera del giovedì grasso avanti cena” di A.Banchieri e nel 2006 un CD di canti tradizionali per il Natale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 dicembre 2012
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