Namastè: il progetto interculturale dedicato ai giovani

Promosso dall'Informagiovani si svilupperà in diverse azioni che coinvolgono i giovani stranieri varesini: incontri nelle scuole, affido di minori stranieri, ricerche ma anche una sit-com che vedrà come protagonisti attori provenienti da diverse parti del mondo

“Namastè” è un saluto originario della zona dell’India e del Nepal. Un termine che richiama a terre lontane ma facilmente pronunciabile da tutte le etnie. Sarà forse per il senso di unione che racchiude in sé, che la parola è stata utilizzata per titolare il nuovo progetto promosso dall’Informagiovani di Varese con diverse realtà del territorio. L’ufficio di Via Como infatti, questa mattina, mercoledì 19 dicembre, ha presentato un progetto che si svilupperà da gennaio e giugno e che parla di intercultura, integrazione e conoscenza.
Il progetto, nato a seguito alla vittoria di un bando FEI 2011, emesso dal Ministero dell’Interno per 154.539,22 euro (il costo totale è di 203.090,22), si pone diversi obiettivi e vede coinvolte diverse realtà varesine. Il capofila rimane l’Informagiovani ma sono diversi i soggetti che collaboreranno per raggiungere gli obbiettivi che sono: conoscere la realtà dei giovani stranieri a Varese, migliorare il loro inserimento scolastico, creare spazi aggregativi, favorire il dialogo interculturale e facilitare l’affido omoculturale per minori stranieri non accompagnati.
«Un progetto molto bello su cui abbiamo investito molto e molte risorse umane – spiega l’assessore alla politiche sociali Enrico Angelini -. A parte l’orgoglio di aver vinto un bando a cui hanno partecipato moltissime realtà nazionali, siamo soddisfatti di dare l’avvio a un progetto che attiva processi di interazione culturale, soprattutto tra i giovani. Nella nostra città abita un numero consistente di stranieri e lavorare con i giovani significa fare una buona semina sull’integrazione che darà i frutti anche nel futuro».

Il progetto si svilupperà in diversi settori e in diverse tappe. In primo luogo l’agenzia Codici terrà una ricerca qualitativa e quantitativa sugli stili di vita dei giovani tra i 19 e i 22 anni, stranieri e non, così da creare delle basi per capire il fenomeno. «Il nostro percorso partirà da delle indagini sul territorio ascoltando gli attori indiretti del fenomeno immigrazione, ovvero istituzioni e cooperative che quotidianamente si occupano di questo, e gli attori diretti, ovvero ragazzi stranieri che abitano sul territorio. Questo servirà a capire cosa succede e come affrontare al meglio un discorso di intercultura e integrazione». Su un totale di 81.579 abitanti a Varese infatti, secondo dati Istat, si calcola che 9.110 siano stranieri, ovvero l’11% sul totale. Di questi ultimi, ovvero gli stranieri che abitano in città e prendendo in esame la popolazione da 0 a 25 anni (quella che interessa al progetto Namastè), il 18,8% ha tra gli 0 e i 13 anni, il 4% ha tra i 14 e i 17 anni mentre il 12,4% ha tra i 18 e i 25 anni.

Il progetto Namastè, come spiegato da Elena Emilitri, «si basa proprio sulla conoscenza dei giovani e dei giovanissimi stranieri sul territorio». Per fare questo il progetto Namastè si muoverà anche nelle scuole, ed è in particolare all’Isis – Itis di Varese, le scuole dove è rilevato il maggior numero di stranieri rispetto alle altre. Qui ci saranno interventi rivolti agli studenti: «È importante costruire percorsi pedagogici, tramite strumenti e tecniche specifiche, per integrare il lavoro che viene fatto quotidianamente nelle scuole. Ci affiancheremo alle insegnanti, declinando l’attenzione su una riflessione di tipo interculturale e usando la tecnica delle life skills, ovvero le 10 abilità di vita (fattori protettivi di crescita) stabiliti dal ministero della salute» spiega Roberta Bettoni di Colce che, nel progetto, sarà affiancata dall’Associazione Albero, rappresentata da Luca Garavaglia.

A queste azioni verrà aggiunta quella che vede la collaborazione con l’Area Servizio Sociale del comune di Varese per l’affido di minori stranieri a famiglie della stessa etnica già residenti da anni a Varese. Questo, come spiegato da Elisa De Giacomo, «è un progetto che si integra perfettamente con la nostra politica di integrazione degli stranieri e ci permette di fare dei passi in più».

Ultima azione sarà quella di creare una vera e propria sit-com, chiamata “Mash Up” e seguita dall’Informagiovani. Il casting è aperto a tutti coloro che vogliono fare parte del cast ma anche della regia e dell’aspetto di tecnica di montaggio. La sit-com sarà visibile on-line e vuole essere un modo: «per raccontare il mondo dei giovani stranieri e non incentrata sugli stereotipi e di diversi stili culturali attraverso il codice linguistico e stilistico dell’ironia e della surrealità». L’incontro per il casting ma anche per la spiegazione del progetto è per il 22 gennaio, alle 17.30, all’Informagiovani di Varese.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 dicembre 2012
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