Anche gli odontotecnici stampano in 3D

Un seminario organizzato dagli artigiani in programma lunedì 9 febbraio, alle 20.30, al Faberlab di Tradate

SharebotVoyager, tecnologia DLP (Digital Light Processing: nella macchina non c’è il laser ma il proiettore), ANSI Lumen. Non siamo sullo spazio ma all’interno di una stampante 3D fatta apposta per i laboratori odontotecnici. Sarà la stampante, insieme alle imprese del settore, la protagonista del seminario che si terrà lunedì 9 febbraio, alle 20.30, al Faberlab di Tradate in Viale Europa 4/A. All’incontro parteciperanno Antonio Ziliotti (presidente nazionale di Confartigianato Odontotecnici) e Damiano Fontana, responsabile del progetto Voyager e membro del Team Ricerca & Sviluppo di Sharebot. Le iscrizioni sono ancora aperte: www.asarva.org/2015/02/la-stampa-3d-in-odontotecnica-workshop-faberlab/

Durante il seminario verranno presentate le applicazioni professionali della stampa 3D con tecnologia DLP, che permettono la realizzazione di oggetti di alta definizione particolarmente adatti a settori dove la ricerca del dettaglio è fondamentale: le protesi dentarie ne sono il tipico esempio.
Ricordiamo che la stampa 3D rende possibile l’odontotecnica digitale, cioè quel modo di lavorare che velocizza la produzione dei componenti migliorando nel contempo qualità e precisione. Inoltre coniugando scansione orale, progettazione CAD/CAM e stampa 3D, i laboratori di odontotecnica possono produrre con una precisione quasi assoluta corone, ponti, modelli ,utilizzando vari materiali che si applicano in tutti i tipi di protesi prodotte e che sono apparsi negli ultimi anni. E’ grazie a queste tecnologie se le imprese del settore, ormai, possono fare un delicato passaggio che è rappresentato dalla modellazione manuale al mouse, dalla pianificazione alla ricostruzione finita. Usando il digitale si guadagna tempo per fare crescere il proprio business e pianificare nuovi investimenti.

A dirlo è Damiano Fontana. «Le stampanti 3D rappresentano quella tecnologia ormai disponibile ad una gamma di utenti sempre più vasta. Esistono dagli anni Ottanta, le si conosce anche come prototipatrici rapide e da quando sono state lanciate sul mercato hanno diviso il loro prezzo per dieci. E’ per questo che oggi una macchina come queste se la può permettere anche il piccolo laboratorio o la Partitiva IVA singola. E’ questa la rivoluzione: prezzo contenuto nell’acquisto, nella produzione e nella manutenzione». Sharebot Voyager è nata appositamente per l’oreficeria e l’odontotecnica: la tecnologia permette performance elevatissime (la sua precisione è paragonabile alle macchine da 50mila o 100mila euro) ma la sua accessibilità è più che competitiva: «Si tratta di una tecnologia che sarà in grado di riportare il lavoro e la creazione in Italia e in Europa», conclude Fontana.

Gli imprenditori odontotecnici che hanno già fatto la scelta di passare al digitale, senza però dimenticare la loro manualità, raccontano di quanto i vantaggi siano immediati. Se un tempo, infatti, i protocolli operativi erano complessi, oggi con il digitale e scanner ottici si progetta in modo estremamente semplice e veloce. I file delle protesi si inviano con software appositi al centro fresaggio: l’estetica del risultato finale e la soddisfazione del cliente sono assicurate.
«Chi pensa di poter continuare come ha fatto dieci anni fa – dice Antonio Ziliotti, presidente di Confartigianato Odontotecnici – sbaglia: l’innovazione è parte preponderante di un’impresa che vuole crescere. Gli odontotecnici, da sempre, si affidano a mani ferme e occhi esperti ma oggi sanno che il processo manuale – seppur sempre importante – è dispendioso in termini di tempo e non sempre è preciso. Ecco perché la piccola impresa non può non lasciarsi coinvolgere da questi processi: qualità e riproducibilità maggiori, efficienza e precisione, pianificazione, accesso a nuovi materiali ormai devono fare parte della via quotidiana degli imprenditori. Ed è proprio il treno della stampa 3D ad accelerare il ritmo di cambiamento nel settore odontotecnico».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 febbraio 2015
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