Pagamenti in contanti, “Compro oro” nei guai

Sanzionata una catena nazionale di commercio di oro e preziosi, che acquistava per importi che non prevedono l'uso di contante. Segnalate anche alcune operazioni sospette

guardia di finanza generica varese

Una catena nazionale di “Compro Oro” è finita nei guai, per una serie di violazioni amministrative sull’uso dei contanti. I controlli della Finanza hanno anche scoperto operazioni finanziarie sospette, con conseguenze anche per il commercialista della società.

L’operazione è stata fatta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Varese, che hanno contestato violazioni amministrative (normativa disciplinante le limitazioni all’uso del contante) a carico di  trenta clienti e quattro responsabili dei punti vendita di una società operante, in franchising nazionale, nel settore del “compro oro”.

L’attività di polizia economica, sviluppata avvalendosi dei poteri conferiti alla Guardia di Finanza dalla normativa di riferimento in materia di contrasto al riciclaggio (Decreto Legislativo 231/2007), prende le mosse dall’esecuzione di controlli mirati per la verifica dell’osservanza degli obblighi dei “compro oro”. Il controllo eseguito ha condotto all’accertamento di anomalie nelle operazioni di acquisto e vendita di oggetti preziosi. Nello specifico, la società, che operava attraverso diversi punti vendita dislocati su territorio nazionale, acquistava oggetti preziosi da privati acquirenti, regolando i pagamenti a mezzo denaro contante, oltre la soglia di legge (prevista in € 1.000,00), con il precipuo fine di eludere le prescrizioni poste a presidio della regolarità e tracciabilità dei flussi finanziari.

In tale contesto investigativo, a seguito di accurati riscontri documentali, corroborati dalle dichiarazioni in atti di numerosi clienti, le Fiamme Gialle varesine hanno individuato anomale movimentazioni di denaro contante, per un ammontare complessivo pari a circa € 113.000.00, la cui provenienza è allo stato oggetto di approfondimento.

Le operazioni in contante non consentite vengono sanzionate con una multa che ha un valore variabile, nei confronti sia del venditore che del compratore, tra l’1% ed il 40% dell’importo. Inoltre, a carico del commercialista della società, è stata contestata la violazione dell’omessa segnalazione di operazioni sospette, che prevede una sanzione amministrativa che va da un minimo dell’1% ad un massimo del 40% del valore delle operazioni non segnalata. L’esito dell’odierna attività di servizio conferma l’importanza e la validità dell’impianto normativo costruito nel tempo dal Legislatore italiano in materia di prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario per scopi illeciti, nell’ambito del quale la Guardia di Finanza esercita un ruolo di primo piano per il presidio della legalità e della correttezza dei flussi finanziari.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 08 agosto 2015
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