L’albero dei tulipani

Nuovo appuntamento con il tour naturalistico tra le bellezze della provincia di Varese del nostro lettore Teresio Colombo

L’albero dei tulipani

Sabato 14/11 ho avuto l’occasione di rivedere, ancora una volta, il parco di villa Veratti di Varese ancora privata anche se la proprietaria ha manifestato l’intenzione di donarla al FAI, la gente presente all’evento, realizzato con la presenza dell’agronomo Dott. Daniele Zanzi, è stata numerosa durante la visita da rendere difficile realizzare fotografie senza includere persone. La prima fotografia che scatto è dello scorcio dell’ingresso al cortile interno alla villa (1) che è stata realizzata su uno studio del Pollack nella II metà del 700 dopo che la proprietà venne confiscata ai frati francescani che operavano qui dalla fine del tredicesimo secolo e di cui rimangono tracce riconoscibili nella struttura dell’edificio, nel laghetto utilizzato allora come si può presumere per avere disponibilità di pesce, l’orto di dimensioni notevoli che serviva all’autosufficienza alimentare.

Purtroppo non sono riuscito a fotografare la facciata principale della villa in stile neo classico come in molte ville realizzate dallo stesso professionista. Prima di entrare nel cortile della  villa, che ha mantenuto l’originaria struttura degli edifici dell’epoca e precisamente una struttura quadrangolare simile ad un fortilizio di facile difesa sia da attacchi esterni sia per il controllo dei conviventi, mentre l’attenzione dei visitatori era attratta da una risorgiva e della quale erano state riconosciute le capacità taumaturgiche note o inventate per tutte le sorgenti noto un cespuglio di corbezzolo (2)(Arbutus unedo) ancora molto giovane ma con la caratteristica presenza in contemporanea dei fiori bianchi e dei frutti rossi che assieme alla foglia verde rappresentavano il tricolore.

La grossa meraviglia è costituita dal parco con presenza di alberi radi ma di grande pregio dei quali ho ritenuto opportuno realizzare alcune foto approfittando del fatto che il grosso dei visitatori si fosse sposto nella zona più bassa del parco ecco dunque: il grosso faggio pendulo (3) a fianco della facciata, il Gingko (4) (Gingko biloba) albero originario dalla Cina ma ormai diffuso ampiamente in tutti i parchi sia per l’adattabilità ai  climi diversi sia per le qualità di ornamentali date dalle foglia a ventaglio  di colore verde glauco che in autunno diventano di un bel giallo oro nonché dalla struttura dell’albero, non ho fotografato l’albero dei fazzoletti (Davidia involucrata) perché ormai completamente spoglio e assediato dai visitatori che ne ammiravano i frutti che Daniele Zanzi avvertiva che difficilmente avremmo ottenuto una pianta dal seme per mancanza di conoscenze relative alle condizioni di possibilità di sviluppo dello stesso chiudo con 2 foto con visione di parte del giardino (5,6). Ricordo che tutto questo è successo in Varese il pomeriggio del giorno successivo agli atti di terrorismo verificate a Parigi, a vigilare su visitatori, fotografi, giornalisti e guida vi era solo il giardiniere che ringrazio sentitamente.

La domenica 15, la mattinata piuttosto nebbiosa nelle prime ore diventa più chiara verso le 11 quando abbiamo già deciso di fare un rapido giro in villa Mylius, dove preso atto che le condizioni climatiche hanno favorito una seconda fioritura del pesco giapponese che decidiamo di trascurare perché metterebbe in pessima luce la fioritura di fine inverno così ricca di fiori su rami privi di foglie costituisce una vera attrattiva e fotografiamo un Abete rosso (8) (Picea abies) una fra le piante sempreverdi utilizzate nei parchi, da un Cedro dell’Atlante (9) (Cedrus atlantica)che dalla seconda metà dell’800 è stato messo in quasi tutti i giardini, il Cipresso della California (10) (Chamaecyparis lawsoniana) più raro ma che offre uno spettacolo notevole per la struttura conica e con ramificazioni sin dalla base, da un complesso di Thuje (11) (Thuja occidentalis piante note per la quantità di resina che producono intensamente profumata da essere utilizzata come incenso nelle attività di culto, anche un Pino silvestre (12) si fa notare per la colorazione rossiccia del suo tronco, fra le cose particolari notate è un giovane albero dei Tulipani (13)( Liriodendrum tulipifera) ricchissimo dei calici residui di una abbondantissima fioritura d’inizio estate e nelle vicinanze le due Sequoie (14) (Metasequoia glyptostroboides) pianta ritrovata solo dopo la II guerra mondiale e quindi di impianto abbastanza recente ma il cui sviluppo è già notevole.

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Pubblicato il 30 novembre 2015
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L’albero dei tulipani 3 di 11

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