In Parlamento la situazione Bilcare, esclusa dalla Ue nella produzione di carte d’identità

Su sollecitazione del sindaco Poretti, l'onorevole Paolo Grimaldi ha presentato un'interrogazione a risposta scritta a cui dovrà rispondere il presidente del consiglio

carte di credito

È l’azienda leader in Europa nella produzione di film in pvc, utilizzati per produrre card in tutto il mondo, dalle carte di credito a quelle d’identità. Ma l’Unione Europea, con un nuovo provvedimento che vieta l’utilizzo del Pvc in favore del più costoso policarbonato, rischia di mettere in ginocchio questa azienda, la Bilcare, che ha sede proprio a Castiglione Olona.

Ora la situazione arriva anche sul tavolo del Ministro dello sviluppo economico, delega che dopo le dimissioni del ministro Guidi è passata ad interim al presidente del consiglio Matteo Renzi. A presentare l’interrogazione a risposta scritta, su sollecitazione del sindaco di Castiglione Emanuele Poretti, è l’onorevole Paolo Grimoldi. 

«La scelta dell’Unione europea di utilizzare il policarbonato, in luogo del pvc, per le nuove carte d’identità elettroniche ha messo in stato di agitazione l’azienda e i suoi dipendenti, questi ultimi temono probabili ripercussioni sul loro futuro lavorativo – spiega l’onorevole -. l’Unione europea, dopo aver definito, attraverso una linea di azione programmatica, la necessità di sostenere e valorizzare il sistema produttivo delle micro, piccole e medie imprese, e questo soprattutto in riferimento a quegli Stati, come l’Italia, dove le stesse ne costituiscono l’impalcatura economica, nei fatti decide di tagliare fuori dal mercato l’unica azienda italiana leader nel settore». 

Secondo Grimoldi questa decisione è un danno economico per imprese e utenti: «A beneficiare di una simile strategia sono ovviamente i produttori di policarbonato, tra cui risultano proprio le aziende tedesche e quelle cinesi, per le quali ultime, emergono dubbi circa il mantenimento degli stessi livelli di qualità e professionalità garantiti fino ad oggi dalla Bilcare – si legge nell’interrogazione -. Non si comprende quale possa essere la natura di una simile strategia, anche in considerazione del fatto che il policarbonato costa circa 25 euro al chilogrammo, circa 5 volte più del pvc; l’interrogante ritiene anche che tale strategia violi le regole della concorrenza, a danno delle aziende italiane in primis, ma anche dei contribuenti, sui quali, alla fine, ricadranno i maggiori costi».

L’onorevole chiede al presidente del Consiglio di «assumere le iniziative di competenza presso le competenti sedi europee, affinché sia mantenuto l’equilibrio concorrenziale nel mercato».

Soddisfatto del coinvolgimento il sindaco Poretti: «Vista la situazione in cui si è trovata la Bilcare, mi sembrava giusto interessare della situazione anche il Parlamento, che dovrà incidere sulle decisioni finali che verranno assunte con l’Europa. Con questa interrogazione vogliamo far arrivare a Roma la voce di Castiglione e di tutto il nostro territorio. Era il minimo che che si potesse fare per questa azienda, adesso attendiamo con speranza la risposta del governo». 

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 06 aprile 2016
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